DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019
Il fatto

A Castellammare inchiesta sulla Cirio, il progettista all'imprenditore Greco: "E' l'affare del secolo"

Il consigliere regionale dei Cinquestelle Viglione: "Scenario inquietante, patto Fi-Pd"

di redazione
A Castellammare inchiesta sulla Cirio, il progettista all'imprenditore Greco:
"Quello sulla Cirio è l'affare del secolo". Lo scrive in una mail indirizzata ad Adolfo Greco. Il progettista Longobardi lo considera una cosa fatta comunicando all'imprenditore l'esito dell'incontro con il commissario nominato da Luigi Cesaro per occuparsi del progetto di trasformazione dell'ex fabbrica in un complesso residenziale con 330 appartamenti e un centro commerciali. E alla fine Mario Biondi quel via libera lo accorda, tant'è che la società lancia una sorta di sondaggio di mercato con il rendering del complesso e chiede di prenotarsi per l'acquisto degli appartamenti in housing sociale. Poi la costruzione non parte, il progetto resta al centro dello scontro politico e Greco il cinque dicembre scorso è arrestato con i capi di quattro cosche che avrebbero avuto forti interessi sul complesso da realizzare. Ma sul caso Cirio parte anche un'inchiesta sul versante amministrativo, su quelle autorizzazioni che tirano in campo i vertici di Forza Italia, gli  ex presidenti della Provincia Cesaro e Pentangelo e il capogruppo del Pd Mario Casillo, 17 gli indagati con ipotesi di reato che vanno dalla corruzione all'abuso di ufficio. "Uno spaccato inquietante emerge dall'ultima inchiesta che accende i riflettori su un accordo bipartisan, con il coinvolgimento di protagonisti della politica nazionale e regionale di Pd e FI, finalizzato alla lottizzazione dell'area ex Cirio di Castellammare. Ci sarebbero stati contatti costanti con politici influenti dell'area stabiese. Tra questi, gli inquirenti indicano l'attuale capogruppo Pd Mario Casillo e i due presidenti della Provincia di Napoli che si sono avvicendati negli anni oggetto dei fatti contestati, gli attuali parlamentari di Forza Italia Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro.
Un sistema che fino ad oggi ha approfittato di quel vuoto normativo creato dall'assenza di una pianificazione urbanistica aggiornata sia comunale che regionale. Una totale mancanza di regole che finisce inevitabilmente per fare il gioco di speculatori e affaristi senza scrupoli, come quelli inseriti nel lungo elenco di indagati dell'ultima inchiesta". E' quanto denuncia il consigliere regionale M5S e segretario della Commissione Antimafia Vincenzo Viglione.
"L'attuale amministrazione regionale, al di là dei proclami e degli annunci a cui ci ha abituato, non ha mai prodotto nulla per mettere ordine in questo deserto normativo. Si è perso il conto, ad esempio, delle volte in cui De Luca ha annunciato l'arrivo di un nuovo piano paesaggistico che pure rientrava nell'accordo sottoscritto nel 2016 dallo stesso De Luca con l'allora ministro Franceschini, espressione del suo partito, che impegnava la Regione a elaborare celermente proprio il nuovo piano paesaggistico regionale, così da giungere alla sua pubblicazione entro il 2017. A tre anni da quel protocollo, l'unica azione, se così la possiamo definire, è consistita in un molto dubbio esercizio di poteri sostitutivi della Regione nei confronti dei Comuni che non hanno ancora i piani urbanistici aggiornati. Con buona pace degli speculatori e dei loro sponsor politici".
01-03-2019 19:56:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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