DOMENICA 21 LUGLIO 2019
Il fatto

A Castellammare l'Immacolata è la notte più lunga, la tradizione dei "fucaracchi" e dei canti di "fratielle e surelle"

La festa nei quartieri l'8 dicembre legata al culto della Madonna

di Annalibera Di Martino
A Castellammare l'Immacolata è la notte più lunga, la tradizione dei

A Milano non sanno nemmeno cosa voglia dire “fucaracchio” ne tantomeno mangiano le zeppole calde l’8 dicembre. L’Immacolata è tutta una tradizione “Made in Stabia”. Nell’immaginario collettivo, l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata, è la ricorrenza che inaugura il periodo delle celebrazioni natalizie, infatti la maggior parte degli stabiesi trascorrono questa giornata di festa ad allestire l’albero di Natale ed il presepe. Non solo Castellammare ma soprattutto la città delle acque: l’8 dicembre è la data simbolica che segna la concezione di Cristo nel grembo della vergine Maria senza peccato. In Campania si festeggia la ricorrenza con fuochi a mare, processioni e messe cantate. A Castellammare due eventi sono significativi: i canti di “fratielle e surelle” per la città, durante la dodicina che precede la data del concepimento della vergine e che rappresentano le 12 stelle che la Madonna ha sul capo, ed i suggestivi e coreografici fucaracchi. Un’antichissima tradizione racconta che intorno alla fine dell’800, in una violenta tempesta in mare a bordo di un peschereccio, scampò alla tragedia un superstite che mantenendosi a galla per ore, grazie ad un legno per l’imbarcazione, rimase illeso invocando la grazia della Madonna. Il miracolato pescatore, raggiunse l’arenile stabiese e disse che era stato salvato dalle braccia dell’Immacolata Concezione. Non solo storia e religione, perché l’Immacolata per Castellammare rappresenta anche il primo momento conviviale che precede quelli delle festività natalizie dove la comunità si riunisce grazie al cibo. Sono diversi i dolci della tradizione a Napoli, dove all’ombra del Vesuvio il rococò ha un ruolo di spicco. Castellammare invece è immersa nell’odore delle zeppole calde ricoperte da zucchero da guastare con gli amici o la famiglia ammirando i falò a mezzanotte. I rioni da tantissimo tempo usano raccogliere legna in giro per la città per accenderla nel proprio quartiere, quasi contendendosi il ruolo di “fuoco più bello”. Una tradizione antichissima che permette l’identificazione della cultura stabiese nel mondo, ma sempre supervisionata dalle forze dell’ordine affinché tutto possa avvenire senza creare danni a persone o cose.

28-11-2018 18:50:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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