DOMENICA 16 GIUGNO 2019
La tragedia

Addio Giuseppe, dolore e tensione ai funerali del bimbo ucciso dal patrigno. Il vescovo Caputo: "Sfregio all'umanità"

Commozione durante l'omelia: "Le tue sorelline sentiranno più di tutti la tua mancanza"

di redazione
Addio Giuseppe, dolore e tensione ai funerali del bimbo ucciso dal patrigno. Il vescovo Caputo:

Non ha parole. “Caro Giuseppe anche ad un sacerdote possono venire meno le parole”. E’ il momento del dolore e della commozione. Il vescovo di Pompei Tommaso Caputo non trova la forza per dire addio al bimbo ucciso di botte e rimasto in agonia per ore senza che nessuno lo aiutasse. Esiste una "folle abitudine al male. Ci fa diventare indifferenti e ci impedisce di cogliere i momenti e le situazioni di crisi. Anche le istituzioni fanno sempre più fatica ad approntare interventi adeguati e soprattutto a mettere in atto misure di prevenzione". Lo ha detto l'arcivescovo nell'omelia ai funerali in una chiesa gremita da centinaia di persone. Alle esequie ha partecipato anche la madre del piccolo. Tensione all'ingresso in chiesa della piccola bara bianca nella chiesa. Alcuni parenti del papà, Felice Dorice, hanno iniziato a inveire contro la Valentina Casa, ma sono stati bloccati e invitati a uscire dalle forze dell'ordine.
Ai funerali, seguiti da centinaia di persone nella chiesa di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine, sono presenti sia la madre del piccolo sia il padre. I due, separati da tempo, sono stati seduti in fila diverse nella chiesa e non si sono degnati di uno sguardo. ''Il dolore ci toglie il respiro. Ora serve il silenzio, silenzio che possa oltrepassare il frastuono, il clamore attorno alla morte di Giuseppe'' ha detto monsignor Tommaso Caputo. “Il mio desiderio è di raccogliere tutto quanto avete nel cuore per rivolgermi al piccolo Giuseppe'' comincia così la sua omelia, poi il passaggio più commovente. ''Caro Giuseppe - ha proseguito - anche ad un sacerdote davanti all'altare possono venire meno le parole. Parole che non siano preghiere, quelle preghiere che ora ti avvolgono come carezze di cui tu hai diritto più di tutti. Non voglio farti mancare le parole che ti possono servire per capire il resto della vita che ti è stata estirpata''.
''Non puoi esserti affacciato al mondo per essere vittima della violenza, di attimi di follia di chi per le cause della vita si trovava sotto il tuo stesso tetto. La vita ti ha perduto - ha tuonato monsignor Caputo - e ci mostra il rimpianto e la consapevolezza di un male che diventa malessere. La tua morte è un irreparabile sfregio all'umanità''. Dure parole di condanna nei confronti dell’uomo che ha spezzato il futuro del bambino e preoccupazione per le due sorelline. ''Il nostro pensiero - ha detto dall'altare il vescovo di Pompei rivolgendosi proprio al piccolo Giuseppe - va alle tue sorelline, vittime anche loro di quella tua stessa violenza alla quale speriamo sia state sottratte per sempre. Saranno loro, più di tutti, che sentiranno la tua mancanza''.
''Cosa possiamo fare noi, come posiamo evitare che la violenza continui a regnare nella nostra società? - si è chiesto il vescovo di Pompei - Tutti noi dobbiamo voltare le spalle, senza ripensamenti, al disamore, ai soprusi, all'indifferenza, alle frustrazioni''.

02-02-2019 16:51:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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