LUNEDÌ 10 DICEMBRE 2018
Il fatto

Blitz a Castellammare, nei video gli incontri di Greco con i capi dei clan

Ricostruita anche la rete delle relazioni politiche bipartisan

di Mariella Parmendola
Non immaginavano che ci fossero gli inquirenti a riprendere e ascoltare tutto. Don Adolfo, cosi lo chiamano i boss di camorra nelle intercettazioni, non è uno che si può convocare. E da lui si va direttamente quando c'è qualcosa da discutere. E lo fa anche Teresa Martone, la vedova del boss Michele D'Alessandro, per chiedere più attenzione per i figli a capo della cosca di Scanzano. Greco la fa uscire con una scheda punti del latte Berna e la rassicurazione che lui non trascura nessuno. Parole e immagini catturate dalla Dda che, a lungo, ha monitorato ogni passo dell'imprenditore finito in carcere ieri mattina. Tutti incontri e colloqui serviti a ricostruire i suoi rapporti di "amico degli amici" con quattro cosche. Oltre ai D'Alessandro, nella sua agenda ci sono i Cesarano e anche gli Afeltra e Di Martino dei Monti Lattari. Si riapre così il capitolo dei suoi rapporti con la camorra, che già in passato l'hanno messo nei guai e da cui era uscito "pulito". Dall’incontro con Raffaele Cutolo nella trattativa tra Sisde e Brigate Rosse per la liberazione di Ciro Cirillo, l’assessore regionale della Dc rapito nel 1981. All’acquisto, tramite una società immobiliare, del castello di Ottaviano per il boss della Nco. Tre sono gli anni finiti sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti, dal 2013 al 2016, che però puntano a ricostruire il ruolo di Greco nell'ampia rete di relazioni tra le quattro cosche e il mondo politico-economico da Castellammare al salernitano, fino agli affari a Capri. Sequestrati preventivamente i due milioni e mezzo di euro trovati nascosti in un muro a casa. Un imprenditore che pagava il pizzo per stare tranquillo, ma poi interveniva per imporre assunzioni o mediare tra vittime e clan. Questo il profilo che ne danno i magistrati. A lui, infatti, secondo gli investigatori si potevano rivolgere solo i boss e solo su appuntamento. È così tra gli incontri ripresi dalle telecamere c'è anche quello con Teresa Martone, finita ieri ai domiciliari in quanto ha 72 anni. La moglie del boss che, in altre inchieste giudiziarie, è descritta come la donna che tutti vanno a ossequiare fino a Scanzano. Accompagnata da un nipote, si presenta negli uffici dei Greco. Il tono con cui si rivolge all'imprenditore é risentito. A lungo avrebbe incassato cinquemila euro all’anno per la detenzione dei figli Pasquale e Vincenzo D’Alessandro. "No, Enzuccio lo conosco bene – è la risposta di Greco – e ho sempre avuto rapporti con il suocero di Pasquale e con Paoluccio Carolei". Uomo dalle tante relazioni, Greco comincia a essere sorvegliato dopo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Belviso. Gli inquirenti sono attenti anche ai suoi rapporti con la politica. A candidarsi è il figlio Luigi, che esordisce come consigliere comunale a Castellammare con una civica di centro. All'opposizione del sindaco Nicola Cuomo, poi ha sostenuto Toni Pannullo fino alla rottura con lo scioglimento anticipato di quella esperienza. Il ritorno, questa primavera. Luigi Greco è tra i maggiori sostenitori di Gaetano Cimmino e l'attuale esperienza di governo durante la campagna elettorale e dopo. Il sindaco, ieri, ha ringraziato le forze dell'ordine per gli arresti di ieri.  
06-12-2018 13:36:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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