MARTEDÌ 14 AGOSTO 2018
Il fatto

Caso Terme di Stabia, l'opposizione contro Cimmino: "Ponzio Pilato, gli amici cominciano a presentare il conto"

Il sindaco ha nominato Sica, quattro consiglieri: "Maggioranza di neofiti, non conoscono le regole del gioco"

di redazione

Il caso Terme di Stabia accende lo scontro. Cimmino boccia la linea Pannullo e la coalizione di Massimo de Angelis reagisce con toni forti e scavando nel passato. L'ex sindaco aveva difeso fino alla fine la Sint, società che il suo erede ora ha deciso di cancellare, dando ragione a quanto sostenuto dal commissario prefettizio Cupello arrivato a Palazzo Farnese quando l'amministrazione di centrosinistra è stata mandata a casa dai suoi. Ai tre consiglieri dello schieramento Uniti per Stabia più Pd, a cui si è unito Tonino Scala con Leu, non è andata giù la decisione del sindaco di centrodestra di proseguire sulla strada della liquidazione di Sint, la società che detiene il patrimonio termale di cui ha deciso le sorti Cupello. Dura la nota a firma di Massimo de Angelis, Francesco Iovino, Giovanni Nastelli e Tonino Scala, che vanno subito all'attacco di Enzo Sica, il commercialista di Torre Annunziata che ha curato molte procedure di liquidazione e fallimento di aziende pubbliche e private. La stoccata più forte si dirige a lui: "Alla prima occasione utile, comincia il sacco della città. Senza saper leggere ne’ scrivere come un novello Ponzio Pilato della politica, il neo-Sindaco annuncia la liquidazione della Sint ed al contempo nomina un finto amministratore con poteri da liquidatore, il collaudato super-esperto di fallimenti e vendite all’asta, Vincenzo Sica". Un modo di leggere la storia professionale di Sica che porta al suo incarico di curatore di Multiservizi con la vendita della struttura alla periferia di Castellammare alla famiglia Greco, gli imprenditori che hanno sostenuto sin dall'inizio la candidatura di Cimmino. "Per intenderci colui il quale ha già venduto l’immobile ex Multiservizi al più grande sponsor imprenditoriale di Cimmino. Ma se questo aspetto può essere incidentale, il dato drammatico politicamente è la svendita di Sint e la rinuncia ad ogni tentativo di salvaguardia del patrimonio immobiliare. Quale allora il disegno del Sindaco? Si va avanti a tentoni o si ha una chiara prospettiva del domani? Eppure il Sindaco aveva tutto il tempo per mettere in piedi una iniziativa anche ex novo che consentisse di mettere sul mercato “vero” non solo l’asse immobiliare ma il patrimonio di identità culturale e di prospettiva industriale che il Solaro rappresenta. Nessuna iniziativa politica come quella di costruire un percorso condiviso con le forze politiche, fuori e dentro il Consiglio Comunale, che avrebbe potuto accompagnare le scelte per quanto sofferte e decisive. La soluzione più semplice ma più sprezzante per la città. Liquidare, vendere, svendere, come se si trattasse di un complesso qualunque, di immobili qualsiasi". Una richiesta di presentarsi in aula prima di dare avvio al processo di liquidazione che per il momento, per la verità, non è ancora avvenuto, ma è solo stato annunciato. Nell'assemblea di oggi, infatti, Cimmino ha dato l'incarico di amministratore unico a Sica, annunciando poi l'avvio della liquidazione per settembre. Dall'opposizione arriva, però, anche un avvertimento alla maggioranza di centrodestra: "Gli amici degli amici cominciano a presentare il conto ed è meglio pagarlo subito, prima ancora che si sveglino e comincino a comprendere le regole del gioco i consiglieri di maggioranza neofiti. Ma la città deve sapere e noi non ci sottrarremmo da questo compito, informarla, circostanziare fatti e persone che non vanno e perché non denunciare". 

08-08-2018 18:46:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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