MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2018
Castellammare

Caso Terme di Stabia, si accende lo scontro. L'opposizione: "Cimmino diserta il consiglio perché non ha idee chiare"

La replica della maggioranza di centrodestra: "Dopo il flop dei due bandi impegnati a capire l'entità dei danni"

di redazione
Sul caso Terme si accende il primo scontro tra maggioranza e opposizione da quando il sindaco di centrodestra, Gaetano Cimmino, è entrato a Palazzo Farnese. La minoranza ha chiesto più volte di portare la liquidazione della società che gestisce il patrimonio termale in consiglio comunale, ma oggi Cimmino e la sua amministrazione danno il via libera al percorso affidando l'operazione nelle mani del commercialista Enzo Sica. Messa ai voti e bocciata per il parere contrario della maggioranza di Cimmino la proposta delle opposizioni di andare in aula per affidare il mandato ufficiale al liquidatore. Così nella serata di ieri arriva una nota congiunta dei capigruppo di minoranza contro la decisione assunta. "Non accettare la richiesta fatta dalle opposizioni alla conferenza dei capigruppo di oggi, ovvero inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la vicenda Sint, è miopia politica" a firmare il documento sono tutti i capogruppo delle forze di minoranza. Per la prima volta insieme dai giorni della vittoria di Cimmino, si schierano contro il sindaco Tina Donnarumma, Eutalia Esposito, Andrea di Martino, Francesco Nappi, Francesco Iovino Giovanni Nastelli e Tonino Scala. "Apprendere dalla stampa della nomina del nuovo Amministratore della Sint nel mese di agosto, mortifica il ruolo del consiglio comunale. Considerato, inoltre, che nell’attesa della convocazione dell’Assemblea straordinaria dei soci convocata per venerdì 14 settembre, con lo stesso atto il presidente sarà anche nominato commissario liquidatore della stessa società, risulta svilito il ruolo assegnato ai consiglieri comunali. Non è in discussione la nomina di Vincenzo Sica, ma il metodo, che esclude un ruolo che la legge affida all’assise comunale. Il sindaco Gaetano Cimmino e lo stesso presidente del Consiglio Vincenzo Ungaro da opposizione nella precedente consiliatura avevano più volte rivendicato la centralità del consiglio comunale, son bastati pochi mesi per resettare e cancellare quello che era un mantra delle loro battaglie consiliari. La richiesta delle opposizioni non è stato un capriccio, ma un atto che consentiva una discussione pubblica sul futuro del termalismo. Le decisioni da assumere, anche relative ai compiti e al mandato da assegnare al liquidatore, rientrano nelle competenze dell’organo consiliare. Questo avvalora ancor più ciò che l’opposizione ha denunciato all’atto dalla presentazione delle linee di mandato del sindaco ovvero la confusione e la mancanza di un progetto che ponga le basi per il rilancio del termalismo. Il sindaco e la sua maggioranza prendono a pretesto la delibera approvata del Commissario Prefettizio, per sfuggire ad una discussione pubblica, commettendo un errore amministrativo e politico. È proprio La Delibera del 5 giugno 2018 n.73, assunta dal commissario prfettizio con i poteri del consiglio comunale, ad imporre questa discussione. Sottrarsi da parte della maggioranza e del sindaco ad un confronto è miopia e denota una linea poco chiara sul futuro del Termalismo Stabiese. Discussione che invece è indispensabile e necessità il coinvolgimento degli ex lavoratori, delle parti sociali e della città, anche in virtù della adesione fatta anche dal sindaco Cimmino al patto con le associazioni per la "Amministrazione Condivisa" . Se questa è la condivisione, e siamo solo all’inizio del mandato, non osiamo immaginare cosa sarà il futuro. Noi continueremo a chiedere che il mandato al liquidatore sia esercitato dal consiglio comunale e la prospettiva da dare al Termalismo sia oggetto di una discussione con la città". Tempo un'ora ed arriva la risposta del centrodestra con l'assicurazione che Cimmino porterà in aula il caso Terme, ma anche un segnale agli avversari che hanno governato fino allo scioglimento dell'amministrazione Pannullo. Un anticipo sullo scontro sulle responsabilità che potrebbe tenere banco nei prossimi mesi. "L'assemblea straordinaria dei soci sarà propedeutica soltanto a dar seguito ad una delibera di messa in liquidazione di Sint emanata a giugno dal commissario prefettizio. Un provvedimento ineludibile, a seguito dell'esito negativo del bando di privatizzazione degli immobili". Così i consiglieri di maggioranza dell'amministrazione guidata da Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia. "La discussione in consiglio comunale - proseguono i consiglieri di maggioranza - sarà effettuata quando insieme al commissario liquidatore avremo ben chiare le idee sulla situazione patrimoniale e sulla mole debitoria di Sint. Altro che miopia politica. La messa in liquidazione di Sint è la conseguenza del flop dei due bandi di privatizzazione effettuati nell'ultimo anno e mezzo, con chiare responsabilità da parte di chi ha amministrato la partecipata e il Comune. La salvaguardia del patrimonio immobiliare delle Terme e del compendio aziendale non è in discussione. E con il commissario liquidatore - concludono i consiglieri di maggioranza - abbiamo già prefissato scadenze precise per procedere all'indicazione del percorso da seguire, che sarà discusso con il coinvolgimento del consiglio comunale, delle parti sociali, dei lavoratori, degli imprenditori e dell'intera città".
14-09-2018 10:04:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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