LUNEDÌ 26 AGOSTO 2019
Il fatto

Castellammare, Greco resta in cella: respinta la richiesta di scarcerazione

Gli avvocati dell'imprenditore avevano chiesto di farlo tornare a casa per motivi di salute

di redazione
Castellammare, Greco resta in cella: respinta la richiesta di scarcerazione

Resta nella sua cella a Secondigliano. In carcere da quasi otto mesi Greco affronterà il suo processo guardando sfilare testimoni e accusatori dallo schermo della videoconferenza. Il presidente del collegio giudicante Sena ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati dell'imprenditore di Castellammare alla terza udienza. Dopo una decina di giorni è arrivata la decisione che gela la famiglia dell'influente imprenditore. "Greco è ridotto ad una larva umana, deve uscire". Avevano detto i suoi legali. L'uomo che ha gestito per decenni il monopolio del latte sarebbe depresso. La sua condizione di carcerato gli avrebbe fatto perdere trenta chili e avrebbe volonta' suicida. In cella a Secondigliano dal 5 dicembre, i suoi avvocati hanno giocato la carta dello stato di salute per farlo tornare a casa ai domiciliari: "È depresso". Una tesi già respinta dalla Dda di Napoli. "E’ ridotto a una larva umana”. Con queste parole i legali di Greco, Vincenzo Maiello ed Ettore Stravino, hanno presentato una nuova istanza di rimodulazione della misura cautelare, per cause connesse all’attuale stato di salute di Greco, il quale, secondo la difesa, soffrirebbe di una “malattia psichica grave". Per i magistrati, invece, Greco può restare in cella. E in videoconferenza ad inizio settembre assisterà alla deposizione delle vittime che dovranno raccontare la loro verità sulle estorsioni con cui per l'accusa Greco e i clan stabiesi avrebbero imposto assunzioni e ottenuto il controllo dell'economia stabiese.

25-07-2019 08:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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