MARTEDÌ 23 APRILE 2019
Il fatto

Castellammare, guerra nell'opposizione al debutto in consiglio: insulti e accuse

Eletta Tina Donnarumma in commissione elettorale con un voto in più di Tonino Scala

di redazione
Enzo Ungaro è eletto presidente al primo tentativo. La maggioranza archivia dissensi e mugugni, presentandosi compatta alla prova dell'aula e le opposizioni si spaccano al loro debutto a Palazzo Farnese. Parole pesanti e insulti tra la coalizione di Massimo de Angelis, a cui si è aggiunto Tonino Scala di Leu e quella di Andrea Di Martino. Pietra dello scandalo la poltrona nella commissione elettorale da attribuire all'opposizione. Candidati Tina Donnarumma, del gruppo delle civiche e Tonino Scala con il sostegno dei tre consiglieri dello schieramento di De Angelis, che però in aula venerdì mattina non c'era. La spunta per una preferenza la giovane eletta di Progetto Stabia e dopo qualche ora arriva una nota di fuoco a firma dei quattro consiglieri sconfitti. Per il capogruppo del Pd, Francesco Iovino, Scala, de Angelis e Giovanni Nastelli il risultato di Tina Donnarumma è frutto di un "accordo con la maggioranza". A riprova i due voti in più che hanno permesso ad Ungaro di sedere sulla poltrona di Presidente alla prima votazione, 18 rispetto ai 16 della maggioranza, comunque sufficienti a portare a casa il risultato alla seconda votazione. Per di più in assenza di avversari. Tanto basta per scatenare polemiche e uno scontro destinato ad avere conseguenze durature per i toni più che duri utilizzati da tutte le parti. Scrivono i quattro: "Un ossimoro politico per quelli che parlano bene, per i più vale il detto di mettere le pecore a fare la guardia ai lupi". Poi l'attacco al centrodestra: "La maggioranza ha perso una occasione non rispettando un galateo istituzionale. Ingenuità? Non ci crediamo. Vi è un chiaro patto tra il Sindaco ed il finto civismo. Eleggere anche il rappresentante della opposizione apre una brutta pagina per la democrazia. Prove di alleanza". Toni che si traducono in elenco di insulti: "Transfughi, trasformisti e traditori questo era il quadro del civismo “insano” su cui avremmo dovuto convergere e ben abbiam fatto a votare scheda bianca". Passano poche ore ed arriva la replica. Prima il leader delle civiche smentisce, dice Andrea di Martino: "Sono sconcertato, io non ho votato Ungaro. Ma come deciso in un accordo istituzionale a cui abbiamo partecipato tutti, ho votato scheda bianca". Alle sue dichiarazioni fa seguito la nota congiunta a firma anche di Eutalia Esposito e Tina Donnarumma: "Siamo davvero meravigliati nel leggere il comunicato di Iovino ed i suoi nuovi sudditi. Ieri in consiglio il “sempre candidato per ogni poltrona disponibile”, Tonino Scala, invece dei 6 voti necessari per conquistare la sua nuova poltroncina ne ha raccolti cinque. In aula infatti era assente, il loro candidato sindaco, Massimo de Angelis". Vero bersaglio dei tre il capogruppo del Pd Iovino: "L’ennesima sconfitta di capitan Fracassa Iovino che già in campagna elettorale, dopo aver distrutto il Pd, ha pensato bene di contrastare l’ascesa della Destra, votandola". Pesa ancora tra le due coalizione l'esito del ballottaggio che ha visto in vantaggio Di Martino con un distacco minimo su De Angelis. Iovino in aula nel suo intervento solleva lo spettro della compravendita dei voti, ribalta l'accusa lo schieramento di Di Martino. "Loro che chiedono da dove provengono i 100 voti in più dei votanti emersi nel seggio centrale parlando di zone grigie, a cui dimenticano di aver contribuito spartendosi vergognosamente gli scrutatori in commissione elettorale, dove erano rappresentati da Giovanni Nastelli". Insomma uno scontro al vetriolo con i Cinquestelle in posizione di osservatori, che racconta di una crisi cominciata con la fine dell'esperienza Pannullo, continuata in campagna elettorale aprendo le porte del comune al centrodestra e che sembra essere destinata a proseguire mentre Cimmino e la sua maggioranza governano Castellammare.
05-08-2018 11:46:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO