DOMENICA 16 GIUGNO 2019
Il fatto

Castellammare, inchiesta su una morte al San Leonardo: "Ci fu imperizia"

I figli di Vincenzo Schiavone: "Vogliamo giustizia"

di redazione
Castellammare, inchiesta su una morte al San Leonardo:
Morto per infarto. Arrivato in ospedale una sera di fine agosto, fu rimandato a casa e quando tornò la situazione era talmente grave che non ci fu nulla da fare. Imperizia, imprudenza, negligenza sono i primi dati che emergono dalla relazione autoptica predisposta dal Tribunale di Torre Annunziata a seguito della morte di Vincenzo Schiavone. E che diventa atto di accusa nell'inchiesta aperta nei confronti di due medici del Pronto soccorso del San Leonardo che visitarono il paziente. Una morte che si poteva evitare è l’interrogativo che dal quel tragico 28 agosto agita il sonno dei figli e dei familiari di Vincenzo. Giustizia e verità su una morte assurda e quanto chiede la famiglia, assistita dai legali Roberto Ucci e Daniele Rossetti. Un uomo ben voluto da tutti, il sindacalista stabiese da sempre in prima linea nella difesa degli ultimi. Tutti in città ricordano l’ultima battaglia, condotta da Vincenzo in prima persona, quella che vide, solo qualche anno fa , protagonista la sorella Angela morta dopo un intervento finito male per un bypass gastrico. A distanza di qualche anno, purtroppo la famiglia Schiavone, ritorna a fare i conti con un caso di malasanità. “ Il decesso di Vincenzo - ricordano i familiari- è avvenuto nelle prime ore del 28 agosto presso il pronto soccorso dell'ospedale San Leonardo di Castellammare” . Un ‘odissea , finita male. Vincenzo fu prima visitato e poi rimandato a casa. Oggi, a distanza di mesi, emerge che “la causa del decesso è da ritenersi relazionabile ad arresto cardiocircolatorio secondario ad infarto miocardico acuto". Da qui il ravvisare elementi di responsabilità per imperizia , imprudenza e negligenza a carico di due medici del pronto soccorso di Castellammare che non avrebbero osservato il protocollo diagnostico previsto in caso di dolore toracico . Ma non c’è solo questo emergerebbero anche incongruenze nella tempistica di trasporto del 118 e la presa in carico del pronto soccorso. “Noi chiediamo giustizia “ è il grido di dolore dei figli, Antonietta, Ferdinando, Cristina e Maria Rosaria che vogliono vederci chiaro sull’intera vicenda. Pronti a combattere come fece il padre per la sorella Angela. In attesa del processo la famiglia Schiavone punta a tenere i riflettori accesi su una morte che non vogliono venga dimenticata.
29-03-2019 09:08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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