LUNEDÌ 25 MARZO 2019
Il fatto

Castellammare, inchiesta sull'ex Cirio. Il capogruppo Scala porta il caso in aula: "Cimmino faccia chiarezza"

Leu presenta una mozione in consiglio comunale sulle autorizzazioni per costruire il complesso residenziale

di Mariella Parmendola

"Fermiamo tutto". Permessi ottenuti pagando tangenti per costruire case e un centro commerciale al a Castellammare. Più di 300 appartamenti, un piano definito da un progettista nell'inchiesta sull'ex Cirio "l'affare del secolo". Un affare reso possibile da autorizzazioni concesse da un commissario nominato dall'ex presidente della Provincia, Antonio Pentangelo, sbloccando un intervento congelato per anni. E che ora, dopo che sull'affare Cirio è intervenuta la magistratura, il capogruppo di Leu Tonino Scala e i vertici di Leu chiedono che si faccia chiarezza anche su permessi e autorizzazioni dal punto di vista amministrativo. Mentre va avanti l'inchiesta del Tribunale di Torre Annunziata, che ha coinvolto con l'imprenditore Adolfo Greco anche i vertici di Forza Italia Pentangelo e Luigi Cesaro e il capogruppo regionale del Pd Mario Casillo, la forza di sinistra chiede che ad esprimersi sia il consiglio comunale. Leu ha annunciato, questa mattina, che presenterà in aula una mozione per chiedere: "Di impegnare il sindaco e la giunta a predisporre, in tempi rapidissimi, a tutela dell'ente e ai fini di eventuali revoche in autotuteladi atti adottati in contrasto con la normativa vigente, l'assunzione di un atto ricognitivo-esplicativo, che faccia chiarezza sugli aspetti in precedenza evidenziati e sull'effetto delle procedure attivate per l'applicazione del Piano Casa sul territorio comunale". E' questa la richiesta conclusiva di un documento lungo e complesso che parte da un presupposto: il comune non può lavarsene le mani. In attesa dell'evoluzione dell'inchiesta di Torre Annunziata, nata come stralcio da un'altra della Dda che ha ricostruito come sull'ex fabbrica Cirio si fossero attivati gli interessi dei D'Alessandro e dei Cesarano, pronti a gestire la fase di realizzazione e poi quella della gestione di pezzi del nuovo complesso, la vicenda amministrativa va sbrogliata velocemente. "L'inchiesta della magitratura - scrive Leu - richiama anche responsabilità del Comune sull'applicazione del piano Casa a Castellammare". A questo punto la palla passa al sindaco Cimmino, che tra i suoi sponsor in campagna elettorale ha avuto la famiglia Greco e che nella sua maggioranza ha in Foza Italia uno dei pilastri della coalizione. La mozione, che porta la firma di Tonino Scala, proposta a maggioranza e opposizione, innescherà la scintilla portando le due inchieste che hanno determinato un terremoto in città, direttamente nell'aula di Palazzo Farnese. Una mozione su cui dovranno misurari prima i Berlusconiani e il Pd e poi tutti quanti quelli che in questi hanno stretto alleanze con l'imprenditore Adolfo Greco. 

09-03-2019 18:20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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