MERCOLEDÌ 20 MARZO 2019
Il fatto

Castellammare, interessi dei clan sulle Antiche Terme: atti in procura

Consiglio comunale a porte chiuse su richiesta del capogruppo Andrea di Martino, la maggioranza: "Terrorismo psicologico"

di redazione
Interessi dei clan sulle Antiche Terme. Un dibattito a porte chiuse chiesto dal capo della coalizione di civiche Andrea di Martino e gli atti che da Palazzo Farnese finiscono sulla scrivania del pm Cimmarota. In un clima teso si é svolto il consiglio comunale di ieri, con l'intervento top secret del consigliere di opposizione e uno scontro acceso in aula tra la minoranza e l'amministrazione Cimmino. Al centro del dibattito infuocato il provvedimento di affidamento delle Terme per gli eventi di Natale, ma anche gli arresti dei capi dei clan tra Castellammare e i Monti Lattari con l'imprenditore Adolfo Greco in cella dal cinque dicembre. A ventiquattro ore di distanza il centrodestra parla di "terrorismo psicologico" e prende le difese del presidente del consiglio Enzo Ungaro. Prima che Di Martino chiedesse la chiusura delle porte, duro scambio di battute tra Ungaro e il capogruppo di sinistra Tonino Scala. Ammonito per due volte l'esponente di Leu. “Noi siamo la maggioranza del fare, e in consiglio comunale ci troviamo difronte un’opposizione strumentale che arranca e che ha difficoltà a portare proposte sui moltissimi provvedimenti all’ordine del giorno”. Scrive la maggioranza dopo la giornata complicata di ieri e l'invio dei documenti alla Procura. “La minoranza continua a voler creare artatamente – continuano i consiglieri di maggioranza – un clima che non aiuta la città ad uscire dalle sabbie mobili che loro stessi hanno determinato a creare quando si trovavano al governo di Castellammare. Noi a differenza loro non ci siamo mai sottratti e non ci sottrarremo mai al confronto su temi importanti per lo sviluppo di Castellammare. Non ci stiamo, però, ad essere insultati pubblicamente come accaduto nel corso dell’ultimo consiglio, quando è stato preso di mira il presidente Vincenzo Ungaro, attorno al quale ci stringiamo sia come istituzione sia come persona. Saranno solo e solamente i cittadini a giudicare il lavoro svolto da questa amministrazione. Siamo rappresentanti del popolo eletti democraticamente: ricacciamo perciò il terrorismo psicologico che non appartiene alla nostra cultura politica ieri come oggi. Non saremo più tolleranti a tutto questo: ognuno deve svolgere il proprio ruolo. Lasciateci governare. Il presidente Ungaro bene ha fatto ad applicare il regolamento, assicurando il corretto funzionamento dell'organo consiliare, organizzandone il lavoro secondo il miglior livello di efficacia ed efficienza, garantendo il rispetto delle norme”. Un'alzata di scudi fino al prossimo appuntamento in aula con l'opposizione che continua a chiedere una discussione sugli arresti che hanno dimostrato il grado di permeabilità della politica e del mondo dell'impresa sul versante dei rapporti con i clan D'Alessandro e Cesarano.
29-12-2018 14:58:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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