MARTEDÌ 23 APRILE 2019
L'inchiesta

Castellammare, sul business della droga il pizzo ai D'Alessandro

La mappa ricostruita dalla Dda, la cocaina dal Savorito al centro antico

di redazione
Una mappa delle piazze di spaccio di Castellammare, delle strade per fare arrivare la droga e del sistema di finanziamento al clan D'Alessandro. Una mappa ricostruita dalla Dda di Napoli grazie alle dichiarazioni dei pentiti e alle indagini che il 5 dicembre hanno portato all'arresto dei capi di quattro clan e dell'imprenditore Adolfo Greco. "So che tutte le piazze di spaccio devono consegnare una quota al Clan D'Alessandro" racconta agli inquirenti Vincenzo Marrazzo. Il collaboratore di giustizia fornisce una foto attuale dei rapporti tra le varie famiglie e i D'Alessandro, aggiornando al 2015 e 2016 quanto gli investigatori già conoscono da decenni. Gli uomini del centro antico vanno a Torre Annunziata e al Savorito a prendere la cocaina, ma poi l'organizzazione che gestiva la vendita di droga tra Moscarella e i condomini della Faito dovevano versare un quota del profitto del business ai D'Alessandro, i signori di ogni traffico e attività illegale a Castellammare. Di solito la cocaina arrivava direttamente nel centro antico da Torre Annunziata, ma "quando li' c'era casino" bisognava andare a prelevarla in un bar del Savorito, in cui a gestire tutto erano gli Imparato, per poi consegnarla ai Vitale. La cocaina, divisa a pacchi, era nascosta in scantinati nel labirinto di palazzine popolari alla Faito e viaggiava da una parte all'altra della città in normali borse grazie a chi faceva la staffetta. Un traffico su cui, però, tutti dovevano versare la propria quota a Scanzano. Un pizzo sulla droga per non dimenticare chi comanda. Dai giorni del blitz di dicembre i quartieri di Savorito e Moscarella sono stati più volte blindati da carabinieri e polizia per chiudere i "magazzini clandestini" della camorra. Ultima operazione venerdì con il ritrovamento in un muro di 200 grammi di hashish. Ma nella piazza del centro antico arrivava anche crac e marijuana. Ognuno aveva il suo ruolo dalla vedetta ai venditori di ogni tipo di stupefacenti. Nella piazza di Licerta il crac veniva lanciato dal balcone di casa, ogni pacchetto era composto da 40 pezzi di venti euro ciascuno. Per il denaro incassato si abbassava il paniere e si consegnava il guadagno come se si trattasse del resto di una spesa in salumeria. A completare l'offerta l'erba arrivata direttamente da Pimonte dove il monopolio è dei Di Martino. Una mappa in mano agli inquirenti che prima serviva ai D'Alessandro per essere sicuri che nulla sfuggisse al controllo e che nessuno provasse a non versare il pizzo sul traffico di droga a Castellammare.
10-02-2019 14:52:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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