GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2019
Castellammare

Clan Cesarano, arrestati in otto dopo il verdetto della Cassazione: pizzini e telefoni fino in cella

L'inchiesta partì nel 2008 dall'omicidio a Gragnano di D'Antuono e Donnarumma

di redazione
Clan Cesarano, arrestati in otto dopo il verdetto della Cassazione: pizzini e telefoni fino in cella

C’era anche un agente che portava fino in cella lettere e cellulari per gli uomini del clan Cesarano. In sei tornano in carcere dopo il verdetto della Corte di Cassazione, mentre gli altri due ricevono in carcere il conto di quanto ancora in sospeso con la giustizia. Sono otto gli uomini della cosca della periferia di Castellammare arrestati in un’azione congiunta dai carabinieri di Torre Annunziata a Castellammare. Si tratta di Raffaele Cafiero, cognato del boss Nicola Esposito, condannato ad otto anni e otto mesi; Oreste Corbelli che dovrà scontare sei anni, la stessa pena di Giovanni Corbelli; Anna Inserra anche lei sei anni, uno in meno di Francesco Inserra. La Cassazione taglia, invece, di quattro anni la pena di Antonio Inserra, detto Tonino o guerriero, in carcere dal 2013. E’ lui il capo di una parte della cosca di Ponte Persica. Tutti ritenuti responsabili di associazione mafiosa, armi e corruzione di guardie carcerarie.  L’indagine prese le mosse nell’ottobre 2008 a seguito del duplice omicidio a Gragnano di Carmine d’Antuono e Federico Donnarumma, vittime di una faida contro il clan “di Martino”. All’epoca gli inquirenti trovarono nelle tasche di D’Antuono un pizzino proveniente dal carcere. E, infatti, tra gli arrestati rientra un ex agente della polizia penitenziaria che insieme a un collega, nella prigione di Civitavecchia, dietro compenso faceva pervenire lettere e cellulari ad alcuni detenuti appartenenti al clan. Entrambe le guardie carcerarie sono state condannate e radiate. Gli arrestati sono finiti in cella tra Secondigliano e Fuorni. Il provvedimento è stato emesso dopo il rigetto da parte della Corte di Cassazione del ricorso presentato dagli indagati a una sentenza emessa dalla corte d’Appello. Atto finale del processo Easy Mail, che oltre a confermare il potere del clan Cesarano tra Castellammare e Pompei, ha fatto luce su una serie di estorsioni nella zona del mercato dei fiori da sempre nell’orbita della cosca. 

09-06-2017 17:57:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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