DOMENICA 21 LUGLIO 2019
Castellammare

Clan fuori da Fincantieri, una cabina di regia contro le infiltrazioni della camorra in fabbrica

Firmato un protocollo d'intesa con il ministro dell'interno Minniti per il controllo degli appalti

di redazione
Clan fuori da Fincantieri, una cabina di regia contro le infiltrazioni della camorra in fabbrica

Ditte macchiate dai rapporti con i clan, uomini uccisi da faide interminabili risultati dipendenti della galassia di imprese al lavoro con Fincantieri. Ombre del passato che i vertici di Trieste intendono cancellare per sempre ora che l’azienda vive la fase di un nuovo rilancio. A controllare che i cancelli della fabbrica restino chiusi per gli uomini e gli affari dalla camorra sarà una cabina di regia. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti e il Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo, in presenza anche dell’Amministratore delegato della società Giuseppe Bono, hanno sottoscritto oggi, presso la sede del Ministero a Roma, il Protocollo Quadro Nazionale di Legalità, finalizzato alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. L’accordo ha richiesto lavori preparatori della durata di circa cinque anni e, facendo tesoro dell’esperienza maturata nel tempo con i diversi protocolli sottoscritti dall’azienda a livello locale, rappresenta un fondamentale traguardo che unifica a livello nazionale le procedure per le verifiche antimafia sulle imprese operanti in appalto e subappalto presso tutte le sedi del Gruppo Fincantieri. Il documento ha per oggetto la costituzione e la disciplina di un partenariato rafforzato con il Ministero dell’Interno, in materia di sicurezza, legalità e difesa del mercato. Istituisce presso lo stesso Ministero una “cabina di monitoraggio” dedicata all’attuazione del Protocollo e, confermando una già preziosa collaborazione a livello territoriale tra Fincantieri e le Prefetture, recepisce e implementa procedure e adempimenti già posti in essere dal gruppo cantieristico, estendendole anche alle società controllate e ai fornitori esteri. In particolare, viene migliorato il flusso di notizie per garantire la massima trasparenza al sistema delle forniture, degli appalti e dei subappalti, e per verificare la sussistenza di eventuali cointeressenze da parte di soggetti direttamente o indirettamente legati alla criminalità organizzata e comune. Costituiscono elementi innovativi: l’applicazione a livello nazionale delle verifiche antimafia alle attività “ad alto rischio di infiltrazioni mafiose”, nonché un presidio rafforzato nell’ambito del contrasto al fenomeno del “caporalato”. Il Presidente di Fincantieri Giampiero Massolo ha dichiarato: “La collaborazione tra pubblico e privato che annunciamo oggi costituisce un autentico passo in avanti nella prevenzione delle derive criminali, che minacciano sempre i settori redditizi dell’industria e dell’economia. Questo accordo con il Ministero dell’Interno è un felice esempio di sicurezza partecipata, uno strumento proattivo che persegue l’obiettivo condiviso e imprescindibile della legalità”. Fincantieri conferma in questo modo il proprio impegno nell’affermare una capacità di sviluppo orientata ai principi della trasparenza, correttezza e integrità in difesa di quelle minacce tese all’intero sistema economico-produttivo del Paese.

27-02-2017 12:08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO