MARTEDÌ 23 LUGLIO 2019
teatro

Con Camilla Scala in scena le donne alla conquista della politica contro la logica maschile del potere

Sold out per la commedia che rivisita l'opera di Aristofane

di Emilia De Simone
Con Camilla Scala in scena le donne alla conquista della politica contro la logica maschile del potere

“Siamo in campagna elettorale, a parità di merito votate le donne. A parità di demerito, votate le donne, imparano prima”.

E’ con queste parole che Camilla Scala saluta il suo pubblico nella sala gremita del Supercinema di Castellammare di Stabia il 13 e 14 maggio per lo spettacolo in due atti “La città alle donne”.

Lo spettacolo attinge a piene mani alla famosa commedia di Aristofane “Le donne al parlamento” del 391 a.C. rivisitata da un magistrale lavoro di regia e da una serie di operazioni che hanno conferito allo spettacolo un titolo nuovo, sottraendo eccessi di turpiloquio ed aggiungendo personaggi  e situazioni per dare al testo un registro popolaresco, tra scene in italiano e dialetto napoletano.

Il tutto è stato maneggiato con cura, in un gioco di stili che spazia da momenti altissimi ed etici a scene più comicamente sfrenate per contribuire a tenere in vita il senso della Comunità attraverso il teatro.

Mantelli, scarponi, bastoni e barbe e le donne della polis di Atene del quinto secolo a.C si travestono da uomini  per cercare di dare un volto nuovo alla città, stremata dalla corruzione e dalla crisi e divorata dai demagoghi. Sono le donne che occupano sapientemente la scena, che cantano, ballano e recitano tra comicità e serietà, tra disgusto e speranza, guidate dell’eroina Prassagora e dalla sua idea geniale di far passare in Parlamento una nuova legge e consegnare il potere unicamente alle donne.

Tutto il primo atto vede come protagoniste sole donne, audaci,forti, combattive e con le idee ben chiare : “tutto in comune! È questo il programma, nessuno pagherà più l’assillo della povertà”. Una moltitudine di donne diverse tra loro ma con un unico obiettivo, dare nuova vita alla Polis e liberarla dalle differenze sociali, dalla corruzione - “non ci saranno ladri perché non ci sarà bisogno di rubare, tutti avranno tutto”.

Nel secondo atto la logica maschile del potere viene interpretata da due attori,  parassiti della società che si sono arricchiti ai danni dei cittadini, sfruttando il loro status politico per garantire unicamente i propri interessi - “dare, non avere! Le leggi non vanno rispettate, vanno assecondate”.

Ne viene fuori una politica approfittatrice, disonesta e quanto più corrotta possibile, una politica che ha bisogno di una svolta, di un cambio di direzione che può essere garantito solo dalle donne che nel secondo atto, unite nel coro, si raccontano attraverso la parabasi, deponendo la maschera e diventando voce reale della polis - “Uomini della platea, ascoltate la parabasi di tutte queste donne: parleremo della guerra, è la guerra tra padri e figlie, fratelli e sorelle, quella contro le donne”.

E’ con queste parole che si introduce la parabasi, scritta da Giuliana Caso e da Camilla Scala, un testo che racconta la storia delle donne, attraverso metri diversi di scrittura ed interpretazione, si spazia dalle donne che lavorano nei campi, molestate dal proprio padrone, a quelle bruciate al rogo o costrette a vedere i propri figli partire per le guerre. Donne che hanno subito violenza, vittime dell’emarginazione e della disuguaglianza- “Noi non vogliamo più guerre di nessun genere, noi vogliamo rispetto per tutti gli esseri umani, per tutti gli animali, per tutte le cose e vogliamo onestà. E se ritenete che non facciano parte della cultura, allora cambiamo la cultura.”

E dopo questo alto momento di riflessione sulla condizione della donna, la commedia si chiude con una scena giocosa, un giovane confuso e spaventato si ritrova conteso tra due donne che litigano per assicurarsi i suoi favori e infine con un grande banchetto cui tutta la cittadinanza è invitata.

 Una commedia che seppur ambientata nel modello della prima democrazia greca, ha tanto di moderno, situazioni che non sembrano essere cambiate, meccanismi ed ingranaggi a cui i cittadini assistono tuttora.

I ringraziamenti finali della regista Camilla Scala vanno in primis alla compagnia, venti persone che hanno raccolta la sfida di mettersi in gioco, alcuni anche per la prima volta a teatro altri come Laura Amalfi, stimata attrice stabiese, alla coreografia di Paola Carbone, ai costumi di Carla Vitaglione, al supporto di Michele Amalfi, Donato Montillo, alle luci e suono dei fratelli Spina, Enzo Zotto, alle musiche di Antonio Montuori, Aurora Siciliani, al testo della parabasi di Giuliana Caso e a tutti gli altri che hanno contribuito con entusiasmo e coraggio a questo progetto.

 

15-05-2016 18:27:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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