SABATO 25 MAGGIO 2019
L'inchiesta

Droga dal regno dei Di Martino a Vico, ricostruita la mappa dei nascondigli e le tariffe

I pusher interrogati in silenzio davanti ai magistrati. Nelle mani degli inquirenti video e intercettazioni

di redazione

In silenzio davanti ai magistrati. Sono rimasti zitti durante i primi interrogatori i pusher in cella da lunedì all'alba, considerati dall'accusa soci di una holding della droga tra Gragnano e Sorrento. A lungo hanno continuato ad acquistare droga dal clan Di Martino per venderla ad un giro vastissimo di clienti, interessato a cocaina e ad ogni altro tipo di stupefacenti. I 26 indagati, di cui 14 finiti in cella, non si sono fermati neanche quando hanno capito che il cerchio dell'inchiesta poteva stringersi attorno a loro. I pusher continuavano i loro viaggi a Faito nel regno del clan Di Martino, sul versante di Castellammare, e a Moiano a casa di Mario Molinari a Vico, nonostante avessero scoperto che il cognato del boss, Leonardo Di Martino, fosse intercettato. Si sentivano impuniti, avendo organizzato un percorso con delle staffette per sfuggire ai controlli e avendo individuato a Vico Equense una serie di posti ritenuti "sicuri" in cui lasciare le dosi di droga per poi andarsele a riprendere quando pensavano di non correre rischi. E, invece, tutti i loro spostamenti e la mappa dei nascondigli ora è nelle mani degli inquirenti. Del resto per i 26 indagati, nell'inchiesta partita dalla procura di Torre Annunziata, non era facile rinunciare ai guadagni facili dell'organizzazione. Un grammo di cocaina comprata dal clan Di Martino a 40 euro veniva rivenduta sulle piazze da Vico a Sorrento a 120 euro. Tre volte il costo, in modo da riuscire ad incassare anche tremila euro in due giorni. Sono tantissime le intercettazioni e i video che ricostruiscono la rete con a capo "Zio Mario" e che aveva come suo braccio destro Luigi Cioffi. Il giovane di Vico protagonista di molti delle trasferte a Gragnano e Faito per rifornirsi della droga richiesta da un mercato sempre più affamato di stupefacenti. Ma di tutte quelle conversazioni, questa mattina Annalisa De Liso ha preferito non parlare. Era lei una delle donne a cui veniva affidata la piazza di Sorrento. Tantissimi gli appuntamenti ricostruiti in pub e locali anche al centro della capitale del turismo campano. Una scelta quella del silenzio che probabilmente faranno anche gli altri insospettabili della rete di spaccio collegata alla cosca di Gragnano. 

15-03-2019 19:38:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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