LUNEDÌ 26 AGOSTO 2019
L'appuntamento

Festival di Sanremo, con l'amore sul palco anche la politica

I testi delle canzoni dei big da Bertè a Renga

di Annalibera Di Martino
Festival di Sanremo, con l'amore sul palco anche la politica

Tanti giovani e veterani della riviera approdano all’Ariston. Sul palco testi l’amore e di politica. Per la 69esima edizione ci saranno, tra i 24 artisti, anche Federica Carta e Shade, Francesco Renga, Loredana Berté, Il Volo, Ghemon, Irama, Motta e Mahmood.

Ecco i testi che porteranno sul palco:

Federica Carta e Shade- Senza farlo apposta

Proprio senza farlo apposta i due si presentano insieme a Sanremo 2019. Federica Carta e Shade arrivano nella città dei fiori per gareggiare, lui uno dei rapper più amati del panorama musicale attuale, lei dopo la vittoria di Amici nel 2017 non si è fermata un attimo. Salgono sul palco del Festival per presentare il brano “Senza farlo apposta”. Anche quest’anno un duetto composto da giovani, caso non raro a Sanremo, si pensi a Giulia Luzi e Raige nel 2017 con “Togliamoci la voglia” o Giovanni Caccamo con Deborah Iurato in “Via da qui” nel 2016, giusto per citarne due. Per quest’anno si è scelto il romanticismo di un pezzo che parla dell’amore non corrisposto e di tutti i problemi che comporta. Stando ad una prima lettura, resta incastrato nella sezione banalità del Festival. Aspettiamo l’ascolto.

Francesco Renga- Aspetto che torni

Francesco Renga, esordito nel 1991 con i Timoria a Sanremo e vincitore nel 2005, si ripresenta con un pezzo autobiografico sui sentimenti, le attese e il ritorno, fatto su misura per esaltare la sua ugola potente. Tra i versi ricompare l’immagine della mamma del cantante che “manca da trent’anni”. Si ripropone in vesti nuove un tema già affrontato proprio nel 2005 quando vinse con “Angelo”. Un rimpasto o un brano ancora più maturo?

Ghemon- Rose Viola

Dalla strada al red carpet di Sanremo, la storia di Ghemon che inizia proprio tra i vicoli ed ora continua all’Ariston dove canterà “Rose Viola”. Il brano è nato per caso scrivendo con l’amico Zef, un talentuoso produttore di musica pop. È il racconto di una donna che rivive un momento difficile della sua vita, la fine di una storia, e racconta il rapporto con la sua solitudine. Ci voleva un pizzico di “musica al femminile” in questo festival. Ci ha pensato Ghemon.

Il Volo- Musica che resta

La loro carriera è nata e cresciuta sull’Ariston: da qui è partito tutto con “Ti lascio una canzone” nel 2009 ed è continuata nel 2015 con la vittoria tra i big. Adesso il Volo torna con un inno alla musica, sullo stile di “Grande Amore”, alla ricerca della seconda ovazione della platea. Un brano che sembra cucito su di loro: come l’amore solo la musica è quella che resta.

Irama- La ragazza con il cuore di latta

Già dal titolo incuriosisce ed in effetti Irama, la giovane rivelazione della scorsa edizione di Amici, non arriva a Sanremo con un brano da poco. La ragazza con il cuore di latta è una storia nata per caso in Puglia, ispirata ad una giovane conosciuta proprio lì e costretta a vivere con pacemaker. Sceglie un tema fortissimo capace di suscitare forti emozioni. Dal testo promette bene.

Loredana Bertè- Cosa ti aspetti da me

Che cosa noi ci aspettiamo da Loredana Bertè per il suo undicesimo festival di Sanremo è un brano strepitoso, ma del resto la sua voce e la firma di Gaetano Curreri è già una garanzia. La grinta e la tenacia della Bertè ritorna all’Ariston in una veste più romantica, con il brano “Cosa ti aspetti da me”, a sua detta l’ultima canzone che presenterà per la kermesse. Si tratta della storia di una vita normale, di qualsiasi persona che cresce alimentata da tante aspettative, fin dalla sua nascita, ma più delle volte resta delusa, non riesce a realizzarle ed in realtà non sa nemmeno cosa vuole davvero. Un’analisi rotonda, mirata e razionale sulla vita e sul suo senso. Ci voleva, tra tanta musica alternativa, un po’ di tradizionalismo a Sanremo. Chi meglio di Bertè-Curreri?

Mahmood- Soldi

Fresco di vittoria a “Sanremo Giovani” si prepara per la gara tra i big con il brano “Soldi”. È una storia che parla di sentimenti e di interessi economici. Lui stesso riconosce che il brano non è proprio adatto Sanremo.

Motta - Dov’è l’Italia

Il palco dell’Ariston lo conosce perché ha vinto due volte la Targa Tenco con l’album “La fine dei vent’anni” ma questa è la prima volta che lo calcherà come cantante in gara. “Dov’è l’Italia” di Motta è un mix d’amore e politica, un inno malinconico aperto sul Belpaese, una riflessione sull’attualità e sul ruolo dell’Italia che si è persa e non si trova. Dov’è andata a finire non si rivela e non lo rivelerà mai, forse per lasciare agli ascoltatori la possibilità “marzulliana” di risponderai da soli. Attira sicuramente l’attenzione degli spettatori più critici e più attenti alla notizia del giorno, sostenitori della filosofia “più cronaca meno amore”. Motta potrebbe essere il compromesso giusto.

03-02-2019 19:45:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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