MERCOLEDÌ 22 MAGGIO 2019
La storia

Giovane mamma uccisa a Sant'Antimo, dopo un anno la procura chiede il rinvio a giudizio del marito

I bambini affidati ai genitori della vittima e tolti al padre accusato del terribile omicidio

di redazione

E’ sempre attuale il dibattito sui tempi, a volte biblici, della Giustizia in Italia, sia quella penale sia quella civile. Piace pertanto segnale la velocità e la completezza della macchina giudiziaria nell’efferato omicidio della giovane mamma Stefania Formicola, avvenuto a Sant'Antimo il 19 ottobre di un anno fa,  ad opera – così sostiene la Procura -  del marito Carmine D’Aponte. La cronaca di quei giorni riporta di un delitto giunto al culmine della ennesima lite familiare, mentre la coppia stava separandosi. Ebbene, al di là della evidenza sull’ennesima violenza consumata nei confronti delle donne e della non secondaria circostanza che sono stati privati della madre due bambini di due e cinque anni, preme accendere i riflettori sulla tanto bistrattata Macchina Giudiziaria. Va segnalato, infatti, che a meno di un anno dal delitto, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, dopo avere svolto approfondite indagini, ha richiesto il rinvio a giudizio del marito, indagato per il reato ed in custodia cautelare sin dalla commissione dell’atto e la udienza preliminare è fissata per il 14.09.2017. Un iter, quello giudiziario, sino ad ora spedito ma anche ossequioso di tutte le garanzie per l’accusato e che ha visto anche la apertura della procedura per l’affidamento dei due figli – minori – della coppia presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Tribunale che ha già sospeso, sin dal maggio 2017, la responsabilità genitoriale in capo al padre indagato, ed ha affidato i piccoli alle cure dei nonni materni che ne hanno fatto espressa richiesta. Una decisione, quella del Tribunale per i Minorenni, coraggiosa e giunta a soli sei mesi dall’uxoricidio su impulso sia della Procura della Repubblica per i Minorenni sia dei nonni materni assistiti dall’avvocato Nino Longobardi del Foro di Torre Annunziata, esperto civilista, e che è stata fortemente contrastata dal D’Antuono Carmine che rivendicava di essere un buon padre e di volere mantenere la responsabilità genitoriale sui figli. Il Tribunale ha altresì provveduto a nominare tutore provvisorio dei minori l’avvocato Alessia Schisano del Foro di Napoli.

Per altri casi analoghi assurti, purtroppo, agli onori della cronaca nera quali l’omicidio di Melania Rea, la sospensione della responsabilità genitoriale in capo al padre omicida Salvatore Parolisi, non venne disposta se non dopo un anno dal delitto e confermata solo all’esito della condanna definitiva dello stesso.

In sede penale, si discuterà su elementi già acclarati quali l’unico colpo esploso dal D’Antuono e che ha ucciso la moglie colpendola al petto, e su elementi da appurare quali la esatta dinamica del delitto: il D’Antuono pur ammettendo che è partito un colpo dalla pistola che deteneva illegalmente ha dichiarato che non voleva uccidere la moglie.

Assisteranno i familiari della vittima che si costituiranno parti civili nell’eventuale instaurando processo a carico del D’Antuono gli avvocati Raffaele Chiummariello e Libera Cesino molto attiva, quest’ultima, nella difesa dei diritti delle donne vittima di violenze.

Si confida che con la stessa velocità e perizia con la quale si è agito sino ad ora si possa celermente arrivare ad un pronunciamento della Autorità Giudiziaria in grado di porre la parola fine su questa ennesima violenza ai danni di una donna e di una madre, ben consapevoli che alcuna sentenza restituirà la mamma ai due piccoli figli e che gli stessi siano i soggetti da maggiormente tutelare, orfani di madre e con un padre in custodia cautelare indagato di avere ammazzato la moglie.

  

 

13-09-2017 12:57:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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