MARTEDÌ 21 MAGGIO 2019
Riti e Tradizioni

Giovedì Santo: tra struscio e zuppa di cozze

Ai riti sacri della tradizione cristiana il popolo napoletano risponde a modo suo anche con il profano

di redazione

Come ogni giovedì santo che si rispetti nelle abitudini dei napoletani non possono mancare oltre ai riti della tra tradizione anche quelli diciamo così più "pagani".
In questo giorno la tradizione cattolica ricorda la cerimonia della lavanda dei piedi e l’ultima cena di Gesù, a cui fa da contraltare la zupa forte un piatto tipica della tradizione culinaria pasquale napoletana.
Sull’origine della tradizione di preparare questo piatto abbinato con la tradizione cattolica va probabilmente collegato al digiuno che si richiedeva ai fedeli durante tutta la settimana santa.
Per quanto riguarda, invece, la nascita della zuppa forte leggiamo, dal sito del Gambero Rosso che: “La tradizione, di mangiare una zuppa a base di cozze e polipo, parte da lontano e precisamente dal tempo di Ferdinando I di Borbone, monarca golosissimo di pesce, di frutti di mare e di cozze che lui stesso pescava nelle acque sotto Posillipo.
Spesso soleva farsele approntare in maniera piuttosto sontuosa con una ricetta di sua invenzione (cozzeche dint’a’ connola) ma dovette accettare l’ammonimento di un suo frate che gli consigliava di non eccedere con peccati di gola, almeno durante la settimana santa. Il monarca, furbescamente, per non rinunciare alle sue cozze tanto gradite ordinò ai cuochi di preparargli, il giovedí santo, prima di recarsi a via Toledo per lo struscio di rito, i mitili con una preparazione meno sontuosa e si fece servire in tavola la zuppa di cozze con pomodoro e salsa forte di peperoni. La notizia uscí dalle cucine di palazzo e si diffuse per la città e da quel giorno non vi fu più, dapprima fra la borghesia e poi tra tutto il popolo, chi seguendo l’esempio del re si facesse mancare quella gustosa zuppa. Quindi, non è Pasqua se il giovedì santo non si mangia la zuppa di cozze”.
E la tradizione culinaria, diciamolo, a noi piace rispettarla. Quindi, non può mancare la preparazione di questo gustosissimo piatto che, come tutti i piatti della tradizione, vive di innumerevoli varianti.
Tante varianti quasi da poter affermare che ogni famiglia napoletana ha la sua ricetta.
 
Ingredienti per 4 persone

800 gr di polipetti
1,2 kg di cozze
500 gr di maruzzielli di mare
800 gr di pomodori del piennolo
Olio extravergine qb
2 spicchi d’aglio
Prezzemolo
Sale e olio piccante qb (lo si acquista in pescheria)
Freselle
 
Procedimento:

In una pentola capiente mettete qualche cucchiaio di olio, uno spicchio d’aglio, due gambi di prezzemolo, i pomodori del piennolo tagliati a metà, i polipetti (devono essere scelti tra quelli con le due ventose) puliti e lavati, un pizzico di sale. Sigillate la pentola con della carta alluminio da cucina, incoperchiate bene e cuocete, a fuoco medio, per circa trenta minuti, scuotendo, di tanto in tanto, la pentola.
Nel frattempo, raschiate e pulite le cozze.
In una pentola capiente mettete a soffriggere leggermente qualche cucchiaio d’olio, uno spicchio d’aglio, due gambi di prezzemolo. Aggiungete le cozze, incoperchiate e fatele aprire. Tenete le cozze, nel loro guscio e ricoperte col loro liquido passato al colino fine, in caldo.
Trascorsi i trenta minuti, togliete i polipetti dalla pentola e teneteli in caldo. Alzate la fiamma e aggiungete il liquido delle cozze e i maruzzielli puliti. Aggiungete del prezzemolo tritato e fate cuocere, a fuoco medio, per altri dieci minuti. Aggiungete anche le cozze, mischiate e fate cuocere per altri due minuti.
Componete mettendo, al centro del piatto, una fresella, cosparsa di sughetto, con sopra un polipetto e, tutt’intorno, cozze e maruzzielli ed irrorate con un filo di olio piccante.
 

 

18-04-2019 09:28:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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