MARTEDÌ 23 APRILE 2019
Castellammare

In Cattedrale l'addio a Peppe Napodano, l'uomo ucciso dal padre

Lascia quattro figli. Il dolore di amici e parenti: "Ogni sguardo verso il cielo sarà per te"

di redazione

Lo aspettavano in tanti nella Cattedrale. Ad un passo dal centro storico in cui erano in molti a conoscerlo, lo attendevamo per dargli l’ultimo saluto amici e parenti. Andato via per sempre per una coltellata inferta dal padre, la bara di Peppe Napodano è arrivata alle dodici sul sagrato accanto al Comune. “Ogni sguardo verso il cielo sarà per te” è una delle tante frasi di addio comparse su Facebook. Il feretro ha attraversato una folla silenziosa e commossa questa mattina, dopo la restituzione delle salma per l’autopsia avvenuta nella giornata di ieri. Un addio lontano da quella piazzetta del Savorito dove l’ultima lite col padre gli è costata la vita. Un litigio che non potrà mai superare neanche Antonio, l’uomo di 61 anni, che ha dato il colpo mortale al figlio con un coltello che portava con sé per lavoro. Ma questa mattina c’è stato spazio solo per il dolore per una persona, che morendo dopo sedici giorni di agonia, ha lasciato solo la moglie con i suoi quattro figli. Una vita già complicata dalle scelte sbagliate, al momento dello scontro con il padre Peppe Napodano era agli arresti domiciliati per spaccio di droga. Complicata anche dai vecchi odi e rancori accumulati da quando il padre si era rifatto una famiglia. Anche se abitavano vicini, nello stesso quartiere del Savorito, tra i due non c’era stata più pace. Fino a quella lite del 3 settembre, degenerata al punto che a padre e figlio non è bastato picchiarsi. "Peppe mi ha colpito con una mazza da baseball" ha raccontato Antonio Napodano ai pm di Torre Annunziata che stanno indagando sull'omicidio. Così nella piazzetta del Savorito, davanti alla statua di Padre Pio, il padre ha risposto con quel coltello. "Mi aveva colpito alla testa" continua a ripetere. Gli inquirenti ora sono al lavoro per ricostruire l’intera vicenda, alla versione del padre non è mai stato possibile affiancare quella del figlio che non si è mai ripreso dopo i due interventi chirurgici, il primo all’ospedale di Castellammare e il secondo a Caserta. Troppa la reticenza dei testimoni che hanno accompagnato padre e figlio al pronto soccorso quella terribile notte. Ma oggi è stato il giorno del dolore e dell’addio. Da domani continuano le indagini su quella terribile sera in cui il padre si è reso responsabile dell’omicidio del figlio. 

24-09-2016 19:37:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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