DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019
Castellammare

L'addio al notaio Spagnuolo, il parroco: "Nando appartiene alla storia della città"

Il ricordo nella cerimonia in Cattedrale, questa mattina, del promotore della Fondazione Ras e Marina di Stabia

di redazione
L'addio al notaio Spagnuolo, il parroco:

“Nando appartiene alla storia della città”. In una cattedrale affollata da familiari, amici dei tempi del Liceo e persone con cui aveva condiviso esperienze di lavoro, lo ricorda cosi Don Antonino. Un Nando diverso dal notaio che ha attraversato gli ultimi decenni della vita pubblica di Castellammare, “l’uomo che, nella grande sofferenza degli ultimi tempi, ha riscoperto il valore di una carezza, l’importanza di essere assistiti da chi ci vuole bene quando abbiamo bisogno degli altri anche per un bicchiere d’acqua”. E’ questo l’uomo che nella sua omelia ricorda il parroco della Cattedrale, con un pensiero destinato a fare riflettere tutti. Pochi i passaggi dedicati alla vita pubblica del notaio Spagnuolo, scomparso ieri a 68 anni, durante il rito funebre di questa mattina. “Possono essere tante e contraddittorie le parole umane, ma a me oggi tocca dire della parola di Dio” esordisce così don Antonino. “Nando con il suo impegno e le sue iniziative ha lasciato un segno nella storia della città. Ogni uomo può essere uno, nessuno e centomila – continua il prete citando Pirandello dall’altare – Ma quello che conta è la fede con cui si è preparato, nei giorni difficili, al momento della resurrezione. Nella vita siamo abituati a decidere tutto, soprattutto chi ha una personalità forte, la sofferenza dei giorni della malattia è una grazia, prepara a farci ricevere con umiltà il momento della morte. Quello che conta è ciò che siamo davanti a Dio”. Dopo l'omelia, sul finire della cerimonia, a ricordare il notaio e le sue attività è stato Raffaele Bussi, “così hanno deciso gli amici del Liceo”. Ha spiegato Bussi, che ha ricordato il ruolo di “mecenate” avuto dal notaio, il mecenate che ha fortemente voluto la Fondazione Ras per la valorizzazione dei tesori dell’antica Stabia. Forse la più amata tra le sue attività, collegata all’acquisto dai Salesiani della struttura di Santa Croce dove erano accolti ragazzi universitari arrivati da tutte le parti del mondo per studiare i reperti delle ville romane. Ma il segno tangibile delle sue attività imprenditoriali è nell’avere voluto con un gruppo di soci che, al posto di una fabbrica, sorgesse Marina di Stabia, il porto che ha cambiato l’aspetto di una parte di litorale e che oggi è meta di proprietari di panfili abituati a viaggiare sulle rotte internazionali. Un impero oggi ereditato dalla sua famiglia, che dovrà continuare ad occuparsi delle molte attività a cui si era dedicato il notaio. Ma oggi è stato il giorno del dolore, il giorno in cui chi l’ha conosciuto e apprezzato ha voluto dirgli addio. 

09-01-2017 19:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO