DOMENICA 16 GIUGNO 2019
Terme di Stabia

L'opposizione insorge: "Poche luci e molte ombre: i lavoratori non possono attendere lente macchinazioni politiche"

“Le Nuove Terme sono nell’abbandono più completo ma basterebbe poco per riattivarle. Sulle Antiche Terme dubbi su sorgenti, concessioni, gestione del complesso. Bisogna agire presto, gli stabiesi sono stanchi di aspettare”

di redazione
L'opposizione insorge:

“Qual è il futuro delle Nuove Terme lasciate nell’abbandono più completo? Sulla riapertura delle Antiche Terme sono ancora molti gli aspetti da chiarire: gli ex lavoratori non possono più attendere, tra pochi mesi scadrà l’indennità di disoccupazione”. Così i consiglieri comunali dell’opposizione di centrodestra di Castellammare di Stabia, Vincenzo Ungaro, Antonio Cimmino, Gaetano Cimmino, Massimiliano De Iulio e Antonio Marino.

“Il nostro obiettivo, senza timori di polemiche, è comprendere il processo di rilancio del termalismo che è caratterizzato ancora da troppi lati oscuri e di confronto con tutte le forze in campo che possono dare un contributo alla causa.

Come primo elemento, non bisogna assolutamente spegnere i riflettori sullo stabilimento del Solaro, dato che come ha annunciato il sindaco, l’albergo non è più in vendita. Il futuro del complesso potrebbe dipendere da una seria procedura di privatizzazione della gestione, da elaborare quanto prima viste l’emergenza degrado e le necessità degli ex termali. Ci risulta che, per quanto riguarda il centro, il reparto ‘fkt’ sarebbe autonomo, e si potrebbe optare per l’utilizzo di tale struttura a breve termine. Senza contare che si potrebbero utilizzare i pannelli multifunzione (aerosol- inalazioni-irrigazioni nasali) nuovi e di proprietà Sint, lasciati all'interno delle Nuove Terme e che hanno un valore di circa 300mila euro. Non vorremmo che il parco del Solaro poi, venisse utilizzato solamente per l’organizzazione di eventi che poco hanno a che fare con il termalismo.

Ma veniamo alla questione Antiche Terme. Qui sono presenti ben due patrimoni sorgentizi, ‘Vanacore’ e ‘Stabiano’. Il primo gruppo di acque sono state date in custodia al sindaco, ma per le restanti, anche se il Comune ha pagato gli oneri di concessione, non se ne conosce il futuro utilizzo. Stessa problematica per l’‘Acqua della Madonna’ di piazzetta Acidula: il marchio è di proprietà della fallita municipalizzata ‘Terme di Stabia spa’, e il brand è ancora in attesa di essere valorizzato. Medesima questione per le convenzioni Asl, ancora attive, che secondo noi dovrebbero essere trasferite a Sint dalla fallita Terme, in questo modo si aprirebbero spiragli occupazionali nell’immediato, laddove la privatizzazione della gestione potrebbe avere tempi medio lunghi. Lo stabilimento di piazza Amendola è di proprietà del Comune, e la strada da seguire potrebbe essere quella di affidare la struttura a un privato tramite un avviso pubblico. Ci risulta che a Palazzo Farnese sono giunte richieste in tal senso, dunque cosa ostacola il perseguimento di questa strada? Da non dimenticare la data del 31 marzo 2017, entro la quale bisogna aprire tutto lo stabilimento al pubblico per non incorrere nel rischio di perdere qualsivoglia diritto da parte del Comune che a quel punto potrebbe essere costretto a dare in concessione l’immobile.

Giriamo queste proposte e i nostri quesiti all’amministrazione comunale, che fino a questo momento si è trincerata dietro un curioso silenzio sulla questione del termalismo e tra poche ore presenteremo un’interpellanza affinché l’assessore competente relazioni sulla problematica. Bisogna agire al più presto: sullo sfondo ci sono sempre i lavoratori che non hanno più tempo di aspettare le lenti macchinazioni politiche con al centro le risorse di Castellammare”.

04-08-2016 18:50:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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