LUNEDÌ 26 AGOSTO 2019
Castellammare

Morte del neonato, il figlio della Esposito: "Vicino al dolore della famiglia, ma non si può offendere chi ha vissuto per gli altri"

In un lungo post su Facebook, il giovane fa chiarezza su quanto accaduto martedì e rievoca gli oltre 40 anni di carriera della madre"

di redazione
Morte del neonato, il figlio della Esposito:

“Sono vicina al dolore della famiglia e del piccolo mai nato. Ma voglio fare chiarezza su quanto accaduto”. In un post su Facebook lungo, articolato ed estremamente dettagliato il figlio della dottoressa Eutalia Esposito  precisa la posizione della madre e dell’equipe medica che, martedì pomeriggio, alle 15, era presente in sala parto quando il bimbo della giovane Anastasia Iovane non è riuscito a venire al mondo poiché morto per soffocamento. Una difesa, quella della nota ginecologa stabiese, volta anche a rispondere alle centinaia di commenti, molti dei quali volgari ed inappropriati,  che sono proliferati sulla pagina Facebook de ilcorrierino.com e sui gruppi di Castellammare dove è stata pubblicata la notizia della denuncia ai carabinieri. Una denuncia eseguita da parte del padre, sia a carico della professionista sia a carico di Salvatore Ercolano.

Il post parte da un dato, quello dell’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) sulle morti dovute a complicazioni dovute alla gravidanza: 303.000 donne, 2,7 milioni di bambini al primo mese di vita e 2,6 milioni nati già deceduti. Il rischio, dunque, è riducibile ma non azzerabile. Quindi si sofferma sul taglio cesareo, ossia la misura che, secondo i genitori, avrebbe garantito al bimbo di nascere in sicurezza. “ E’ efficace - si legge - nel ridurre la mortalità materno-infantile solo se eseguito in base ad una specifica indicazione medica ma può causare complicanze, a volte significative o permanenti. Bisogna farlo alle donne che ne hanno effettivamente bisogno”. Eutalia Esposito, che con il suo lavoro negli anni ha contribuito a rendere il reparto una eccellenza, martedì alle 15,00, aveva comunque deciso di assistere a quel parto pur non avendo mai conosciuto quella famiglia. Una pratica che, negli anni, era diventata una consuetudine. 


"Sicuramente errare resta umano e anche il medico lo fa - si legge - non mi sembra che questo medico però c’entri molto con i commenti. Tutto sarà in mano alla magistratura che ha sequestrato cartella clinica ed anche il piccolo feto. E confido in questa.  Si scatena il putiferio, il dramma di una famiglia, che aspetta una nascita e non una morte. Ma un medico questo lo sa, sa che dovrà essere forte e far fronte anche al dolore dei cari oltre che a quello della donna e del marito. Ma la vita va avanti”. In quella giornata, si precisa, partoriscono anche altre donne altre 3 donne. Tutti parti (2 naturali ed uno cesareo) ai quali la ginecologa ha voluto essere presente.

Il figlio della Esposito conclude, il suo post, con una lettera alla mamma ricordando la sua vita interamente spesa per la professione, per l’aiuto, sempre pronto, alle future mamme: sia durante la gravidanza sia durante la nascita. Ricorda le tante vacanze mai trascorse insieme, i tracciati sul divano, le milioni di lettere d’amore custodite in ogni angolo di casa. 

"Parlano di errori - si legge -  io non li conto nemmeno su metà di una mano, poi il resto delle cattiverie sono solo parole che hanno la durata di un nuovo evento su cui gonfiarsi, dando posto ad altre parole per qualche altro malcapitato. Cara mamma generazioni di persone sono nate per mano tua prima figlie e oggi mamme, le ritrovi ancora sul tuo cammino. Ma ora, a 62 anni, smettila di condurre questa vita perché non ti porterà a nulla.  Sono Vicino alla donna e al marito che oggi soffrono la triste perdita, che il buon Dio possa dargli la forza di rialzarsi e di andare avanti"

 

 

24-08-2017 10:56:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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