LUNEDÌ 26 AGOSTO 2019
Castellammare

Morte neonato, l'equipe di ginecologia preferisce il silenzio. Interruzione contrazioni, evento raro

Inchiesta in corso, la loro difesa è che non vi era alcun motivo per eseguire il cesareo. Non era una gravidanza a rischio

di redazione
Morte neonato, l'equipe di ginecologia preferisce il silenzio. Interruzione contrazioni, evento raro

Non ci sono dichiarazioni da parte dello staff medico dell’ospedale San Leonardo. Non una parola, al fine di garantire il silenzio volto all’esatta esecuzione delle indagini condotte dalla procura della Repubblica di Torre Annunziata per far luce sulla morte del piccolo in sala parto martedì scorso. Cartella clinica e salma sono stati sequestrati. Francesco Graziuso, il padre del bambino soffocato poiché la mamma aveva interrotto le contrazioni, aveva sporto denuncia contro il primario del reparto, Eutalia Esposito, il ginecologo Salvatore Ercolano ed il resto della equipe. Dalla famiglia devastata dal dolore, sono ritenuti i responsabili della vita, stroncata sul nascere, del piccolo. Una vita sulla quale si stanno scatenando acerrime polemiche incentrate, essenzialmente, sulle manovre eseguite. Il parto doveva essere naturale poiché, nel corso della gravidanza e delle ultime ecografie, non vi erano segnali che potevano far presagire rischi. Ma così non è stato ed ora Francesco ed Anastasia Iovane si chiedono i motivi per i quali il loro sogno di diventare genitori si sia infranto. E’ stato ampiamente raccontato, subito dopo la morte, che lo staff medico ha fatto l’impossibile per salvarlo. Sono state eseguite le manovre corrette per poter tirar fuori dall’utero della donna il bambino ma invano. Il piccolo è rimasto nel canale soffocato dalle spalle. Capita raramente (ma quando succede le conseguenze possono essere letali) che le contrazioni decisive per la venuta al mondo di un bimbo smettano all’improvviso. Anastasia, dopo aver consentito la fuoriuscita della testa, si è fermata. E non ci sono cause che spieghino l’interruzione, così come, e l’equipe di ginecologia e di ostetricia lo hanno ribadito, non vi era alcuna ragione, in base a tracciati ed ecografie, per procedere al parto cesareo. 

24-08-2017 13:30:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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