LUNEDÌ 20 MAGGIO 2019
Il caso

Mozzarella alla soda caustica, tornano liberi i fratelli Croce: "Fiduciosi nella magistratura"

Dissequestrato anche il caseificio tra Castellammare e Santa Maria la Carità

di redazione

Gli imprenditori del caseificio di Santa Maria la Carità, finito nella bufera per il latte alla soda caustica, tornano liberi dopo quaranta giorni passati agli arresti domiciliari. I fratelli di Lettere, Vincenzo e Antonio Croce, finiti nell’inchiesta sulla mozzarella al veleno, attenderanno l’inizio del procedimento giudiziario da persone libere. Secondo l’accusa degli inquirenti i due fratelli, che da generazioni producono mozzarella sui Monti Lattari, avrebbero adulterato il latte destinato al noto caseificio Bellopede tra i marchi più famosi di mozzarella di bufala della Campania. A deciderlo è stato il Tribunale del Riesame, con la presidente Paola Faillace, che oggi ha rimesso in libertà i due Croce, difesi dagli avvocati Montone e Mariconda,  finiti nell’inchiesta più di un mese fa. La terza scarcerazione dopo quella dei Bellopede, ritenuti dagli inquirenti i protagonisti della vicenda, e di un altro caseificio coinvolto. Nel frattempo è stato dissequestrato il caseificio Sorrentino, al confine tra Castellammare e Santa Maria la Carità, finito nella bufera per le indagini. Dal sette marzo è ritornato in attività. Si legge in una nota divulgata dai titolari del caseificio che: “La soda caustica non è mai stata trovata nel latte,  come dimostrano gli esami eseguiti sui latticini prodotti nella casearia Sorrentino, eseguiti dall’istituto Superiore di Sanità e i vari controlli dell’Asl”.  Secondo invece la Guardia di Finanza i due fratelli di Lettere, tra la primavera e l’estate del 2015 adulteravano il latte che compravano con soda caustica per poi rivenderlo al Caseificio di Bellopede e ad un’altra azienda di Frattaminore. Uno stratagemma per togliere la puzza e il colore più giallo che caratterizza il latte invecchiato. Accuse che i fratelli Croce sono sicuri di riuscire a smontare e si dicono fiduciosi che la magistratura possa accertare la loro estraneità ai fatti e aggiungono: “Abbiamo sempre assicurato prodotti genuini ai nostri clienti”. 

23-03-2017 17:53:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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