GIOVEDÌ 13 DICEMBRE 2018
calcio

Napoli medaglia d'argento. Peccato che non siano le olimpiadi.

La piazza d'onore senza onore alcuno. I mea culpa prima delle colpe altrui.

di Luca Cimmino

E no signori, non sono le olimpiadi. La Serie A incorona una ed una sola squadra e per il settimo anno consecutivo è la Juventus. Come l'abbia vinto è oggetto di discussione, quando l'abbia vinto non lo è affatto, la vecchia signora si è messa la corona sul capo quando il Napoli ha mollato, proprio dopo l'irruzione nelle stanze della regina in quel di TorinoSarri, tecnico e tattico eccelso ma un discutibile allenatore, ha preparato il trono alla signora costruendolo con tutta una serie di alibi di Mazzarriana memoria. "Terreni, ambienti, gioco prima io, giochi prima tu" sono solo alcune delle infelici dichiarazioni del tecnico del Napoli, che altro non portano a costruire un alibi per la propria squadra. Le dichiarazioni post Firenze fanno rabbrividere, come quelle post Napoli - Roma, due momenti chiave della stagione dove il Napoli ha ceduto corona e scettro. Lasciarsi influenzare dai risultati della Juventus evidenzia tutti i limiti di un grande tecnico, che ha la proprietà di entrare nei cuori e nelle gambe dei suoi calciatori, ma non nelle menti, ed è questo che non lo rende un allenatore completo. Allenatore lo è chi ti allena prima la mente, chi ti mette in condizioni di dare il meglio, chi ti protegge dagli agenti esterni o quanto meno non te li fa pesare, lo è chi ruota una rosa buona (non eccelsa) in modo da far sentire parte di un sogno chiunque e non solo 14 giocatori. I limiti di Sarri poi e di De Laurentiis prima sono senza dubbio, al di la del "come" l'abbia vinto la Juventus questo scudetto, la chiave di volta del campionato e sono ricaduti nella resa incondizionata di ragazzi che, pur stando in testa per 25 giornate, la testa l'hanno persa proprio quando c'era da tenerla ben salda sul capo, e trovare la forza di stringere la corona, alzare le braccia e posarla sulla capo ed in questo il tecnico ha fallito nella comunicazione e nelle motivazioni. Il miracolo non è avvenuto per 100 cause ma, se si vuole crescere, il Napoli dovrebbe prima fare mea culpa sulle sue 99 prima di guardare l'unica degli altri. Un secondo posto che da onore?! Lo scudetto degli onesti?! No, non c'è nessun altro scudetto e non c'è onore nella sconfitta se trovi nella resa un approdo più comodo.

14-05-2018 09:52:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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