LUNEDÌ 23 SETTEMBRE 2019
Il caso

Nella casa del boss la moglie di una vittima innocente, dopo dieci anni Carmela Serino torna a Torre Annunziata

Il sottosegretario Migliore: "Un tavolo per aiutare le famiglie campane nelle stesse condizioni"

di redazione
Nella casa del boss la moglie di una vittima innocente, dopo dieci anni Carmela Serino torna a Torre Annunziata

L'immagine del suo uomo intento pochi attimi prima a giocare con la figlia, poi quel proiettile che entra in casa e lo uccide. A dieci anni dalla tragica morte del marito, Giuseppe Veropalumbo, morto per un proiettile vagante il 31 dicembre 2007 mentre era nella sua abitazione festeggiando la notte di San Silvestro, la vedova dell'uomo, Carmela Sermino, e la figlia minore tornano a vivere a Torre Annunziata da dove erano andate via a causa delle difficoltà economiche.
È la bella notizia che accompagna l'attribuzione di un immobile sottratto alla camorra e destinato all'associazione che porta il nome di Giuseppe Veropalumbo, attribuzione avvenuta oggi con una cerimonia ufficiale al sesto piano di uno stabile di via Vittorio Veneto. L'appartamento, che fungerà anche da casa per la famiglia di Carmela Sermino, è stato confiscato ad Aldo Agretti, figlio di Carmela Gionta, la sorella del boss Valentino, capo dell'omonimo clan operante nella città oplontina.
A sottolineare il fatto l'ex sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, intervenuto durante l'incontro con istituzioni e stampa avvenuto prima dello scoprimento della targa: ''Questo ritorno è un successo della collettività, che si è mostrata presente anche nei momenti difficili, facendosi carico della vicenda''. Soddisfatta Carmela Sermino: ''In questi anni sono stata sostenuta con forza e coraggio dalla mia famiglia e da tante persone che mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. Mi torna alla memoria Giuseppe, ragazzo di 30 anni che pochi istanti prima della tragedia stava giocando con la figlia di pochi mesi. La nostra associazione ha il compito di avvicinare tutti, a cominciare dai ragazzi delle scuole, ai quali ci rivolgeremo nei prossimi mesi''.
Una stanza dell'appartamento è stata intitolata ad un'altra vittima innocente del crimine organizzato, Gaetano Montanino, guardia giurata uccisa nel 2009 e oggi ricordata tra l'altro dalla vedova, Luciana Di Mauro. Già un fondo per le famiglie di vittime come quella di Giuseppe Veropalumbo: è stato istituito a fine 2016 e in questo lasso di tempo è cresciuto di quattro volte rispetto alla cifra inizialmente prevista'' spiega Gennaro Migliore, sottosegretario alla Giustizia.
Migliore si è detto disponibile a istituire un tavolo con tutte le famiglie campane nelle stesse condizioni per trovare ''un'unità di intenti'', sapendo però che i numeri della lotta alla criminalità organizzata sono importanti: ad oggi ci sono infatti 750 capimafia ristretti in carcere in regime di 41 bis e altri 10.000 aderenti alle organizzazioni criminali in galera''.
''Momenti come questi - ha aggiunto Migliore - nei quali si consegna ad un'associazione ma soprattutto a chi ha avuto una perdita tanto tragica e grave un immobile confiscato, devono essere da esempio. Devono servire per dire che in questi luoghi la Stato funziona molto meglio della mafia''.

 

16-12-2017 19:00:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO