DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019
Castellammare

Pestò a sangue un imprenditore di Castellammare, arrestato per usura uomo dei Cesarano

In cella Santolo Martone, dietro l'aggressione un debito di settemila euro

di redazione

Non fu un incidente. Costretto ad operarsi d'urgenza per un'aggressione di un uomo mandato dal clan Cesarano. Dietro il raid un debito di appena settemila euro contratto con le persone sbagliate. Il giovane imprenditore che, il 22 novembre del 2015, arrivò al San Leonardo dopo aver riportato infortuni così gravi da subire l’asportazione della milza, non si fece male a casa. Il suo racconto, dettato dalla paura, non convinse mai gli investigatori. Il ventinovenne stabiese, infatti, fu pestato da Santolo Martone, quarant’anni, di Castellammare, per motivi legati ad un debito non pagato. L’aggressore, dopo indagini durate oltre un anno, è stato arrestato dai carabinieri di Torre Annunziata eseguendo un’ordinanza emessa dal tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia. Le accuse sono estorsione e lesioni personali gravi, aggravate dal metodo mafioso. Martone, ritenuto affiliato al clan dei “Cesarano” doveva ricevere dal giovane imprenditore 7000 euro, un debito che, peraltro, aveva contratto il defunto padre. Il pestaggio che la vittima subì nel 2015 fu, probabilmente, uno degli ultimi avvertimenti dopo essere stato più volte minacciato insieme alla sua famiglia e vedendosi anche privato di alcune piccole imbarcazioni di cui Martone si era, arbitrariamente, appropriato. L’uomo è stato arrestato ed è stato trasferito a Poggioreale ma, per i carabinieri, arrivare a lui non è stato facile, tanta è stata la reticenza della famiglia dell’imprenditore nel raccontare la verità.

01-03-2018 11:19:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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