DOMENICA 22 LUGLIO 2018
Il commento

Pinocchio siamo noi, il vincitore sarà chi l'ha sparata più grossa

Gli italiani premiano chi promette di ottenere i maggiori risultati con i minori sacrifici

di redazione

di Daniela Brancati

Macchè Alice, Cenerentola, Biancaneve: se c’è un personaggio delle fiabe che noi italiani amiamo, è Pinocchio, da Collodi. Pinocchio è bugiardo e svogliato, non sa mantenere i buoni propositi più di dieci minuti. Invoca sempre qualcuno – la fatina – che venga a salvarlo da sé stesso. Che venga a risolvere i problemi nei quali si è ficcato. Non riesce a diventare un bambino, figuriamoci un adulto. Per questo è popolare, perché ci somiglia - a noi italiani - la nostra etica nazionale è ritagliata su di lui. Noi che “ma tanto lo fanno tutti e che sono l’unico scemo?”. Noi che “sono sullo scivolo per gli handicappati con la macchina, ma arrivo solo a prendere un caffè e me ne vado subito”. Noi che buttiamo la spazzatura fuori dal cassonetto “ma non lo faccio mai, solo oggi vado di fretta”. Noi che di promesse tante, di promesse mantenute poche. Noi che a ogni elezione ci facciamo prendere dal fascino di qualcuno – nuovo o che ritorna poco importa – che ci promette mari e monti. Noi che siamo cinici e disillusi ma poi stringiamo la mano a tutti, non si sa mai! Noi italiani, degni seguaci di Pinocchio, porgiamo un orecchio distratto ma compiaciuto alle promesse elettorali di lauti regali. D’altra parte chi ama il Grillo Parlante? Nessuno ovviamente. Chi preferisce i sacrifici alle promesse di: dentiere per gli anziani; soldi per i neonati; un po’ di sano lassismo per allargare la casa; un’aliquota unica e bassa di tasse. Perciò perché ricordare che stiamo uscendo – forse – dalla peggiore crisi del dopoguerra col solito debito pubblico elefantiaco. E che qualcosa nel meccanismo si è rotto. Aggiustarlo non basterà. Bisogna trovarne uno nuovo. Altrimenti il pianeta continuerà a soffrire, gli stati ricchi e poveri continueranno a soffrire, noi tutti continueremo a soffrire, pensando di tornare al magnifico passato che fu e che non può tornare. Coi figli precarissimi, le città inquinate e l’impossibilità di avere la nostra fata turchina personale che ci risolva i problemi. Noi come Pinocchio viviamo l’attimo, divertiti, tutto sommato, da questa mega-presa-in-giro-nazionale che è stata la campagna elettorale. Dicono che con questa legge sarà difficile avere un vincitore: allegri, mal che vada il 4 marzo aggiudicheremo il premio a chi l’ha sparata più grossa. Sarà la prima edizione e di certo non l’ultima.

(il commento pubblicato è un contributo alla riflessione scritto per il corrierino da Daniela Brancati ex direttore di Rai 3)

03-03-2018 12:36:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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