DOMENICA 16 GIUGNO 2019
Castellammare

Promettevano assunzioni a Italo in cambio di soldi: richiesta di processo per cinque

Chiedevano fino a ventimila euro: nei guai Catello Gargiulo, Andrea Viscardi, Francesco Buondonno, Giulio Raimo e Francesco Di Maio

di redazione
Promettevano assunzioni a Italo in cambio di soldi: richiesta di processo per cinque

Gli incontri erano fissati nella sede stabiese di Progetto Italia. Lì i giovani disoccupati ricevono le istruzioni su come e chi pagare per realizzare il loro sogno: un posto di lavoro nella società Ntv, in pratica un’assunzione sicura su ItaloTreno. Una bandiera di una sigla politica per coprire una truffa. Vittime una ventina di ragazzi tra Castellammare e i comuni vicini. Il costo dell’operazione oscillava dai tremila ai diecimila euro. L’investimento necessario per girare la chiave giusta, a spiegarlo era lo stabiese Catello Gargiulo. Prima andava fatto un contratto con la Logi Service, una coop che poi avrebbe assicurato il passaggio con Italo. Regista con lo stabiese di 45, anni è Andrea Viscardi, un complice che vantando la sua candidatura al senato con “Intesa popolare”, garantiva alle vittime di avere le conoscenze giuste per fare scattare l’assunzione. Come riporta il quotidiano Metropolis, ora il pubblico ministero della Procura di Torre chiede il rinvio a giudizio per i due che hanno organizzato la trappola durante le politiche e le amministrative del 2013 e altri tre uomini coinvolti, ognuno con un ruolo diverso. Se a Gargiulo e Viscardi toccava di millantare conoscenze addirittura con Berlusconi, avevano compiti più organizzativi lo stabiese Francesco Di Maio, Giulio Raimo 38 anni e il quarantaquattrenne Francesco Buondonno, entrambi di Santa Maria la Carità. Raimo e Di Maio cercavano i disoccupati disposti a tutto per un posto di lavoro. A Buondonno toccava gestire i rapporti con le vittime e Gargiulo incassava i soldi estorti con l’inganno. Ma i disoccupati truffati la divisa di Italo non l’hanno mai vista, i cinque sono spariti nel nulla e sono scattate le denunce. Prima l’inchiesta, poi dalla Procura di Torre la richiesta di rinviarli a giudizio. Alle vittime l’amarezza di un sogno infranto pagato a caro prezzo. 

03-10-2016 13:33:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO