MERCOLEDÌ 24 GENNAIO 2018
Il fatto

Raid punitivo dei Fontana, il commando seminò terrore sul lungomare: ferito il bersaglio e picchiati gli amici

Arrestati gli otto coinvolti nella sparatoria in cui fu colpito Cavallaro per vendetta

di redazione

Una lite tra ragazzini a Piazza Ferrovia. Cominciò così da una sciocchezza la sequenza di sangue e vendette che ha portato dopo un anno all’arresto dei Fontana e dei loro complici. Arrestati questa mattina i cinquantenni Catello, Giovanni, Ciro e Francesco Fontana insieme ai ragazzi che innescarono la catena di episodi fino alla sparatoria del loro avversario in un bar del lungomare. Tra i giovani finiti in cella Alfonso Fontana, 19 anni e Vincenzo Lucarelli della stessa età. Ma il ruolo da protagonisti in questa vicenda che a dicembre 2016 ha terrorizzato Castellammare, tocca ai ragazzini. Le indagini condotte dagli uomini del commissariato di polizia diretti da Paolo Esposito hanno ricostruito l’intero copione di quanto accade nella giornata del dieci dicembre tra Piazza Matteotti e il bar poco lontano in cui venne sparato Gaetano Cavallaro. La vittima si era intromesso in un litigio scoppiato in piazza tra uno dei Fontana, all’epoca dei fatti minorenne e un altro ragazzo. Un’intromissione non gradita ai Fontana che organizzarono un raid punitivo nei confronti di Cavallaro. La famiglia arrivò dalla vittima con bastoni e due pistole, un revolver con canna lunga ed una pistola semiautomatica. Il commando, individuata la vittima seduta al tavolo di un bar, incurante della presenza di numerosissimi giovani presenti per la movida della domenica sera, arrivava a bordo di quattro moto, e gli esplodeva contro un colpo che lo feriva alla gamba e all’anca, picchiando con bastoni i testimoni e gli amici della vittima. Le indagini, condotte con l’acquisizione di dati ed informazioni, l’effettuazione di numerose perquisizioni e l’acquisizione ed analisi dei filmati tratti dal circuito di videosorveglianza comunale, consentivano di ricostruire l’intera fase preparatoria all’agguato e l’esecuzione materiale dello stesso. I risultati investigativi hanno consentito di affermare una partecipazione di tutta la famiglia al raid, che, per le specifiche modalità e circostanze, denota una spiccata potenzialità offensiva dei giovani. La “spedizione punitiva” veniva compiuta con assoluta disinvoltura e spregiudicatezza, in orario notturno, in pieno centro cittadino, nei pressi di esercizi commerciali ancora pieni di avventori, nella pubblica via, da più persone armate, a testimonianza della capacità criminale degli indagati e della loro pericolosità sociale e inclinazione a delinquere.

I sei maggiorenni sono stati portati in cella a Poggioreale, mentre F.G., all’epoca dei fatti minorenne, e L.P., tutt’ora minorenne, sono stati inviati in due Comunità.

 

12-01-2018 17:02:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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