MARTEDÌ 23 LUGLIO 2019
Il caso

Rapporti politica e camorra, Pd nella bufera: indagato Stefano Graziano

Ecco chi è il consigliere regionale accusato di essere "punto di riferimento del clan Zagaria"

di redazione
Rapporti politica e camorra, Pd nella bufera: indagato Stefano Graziano

Da consulente del governo ai tempi di Letta alla decisione di sospendersi dal Pd travolto da un’inchiesta sui rapporti tra politica e camorra. Fino a quando questa mattina non sono arrivati gli agenti a perquisirgli la casa, Stefano Graziano non poteva immaginare finisse così. L’ipotesi che ha indotto gli inquirenti a effettuare le perquisizioni a casa sua e negli uffici del consiglio regionale, è che l'esponente politico abbia chiesto e ottenuto appoggi elettorali in riferimento alle ultime consultazioni per l'elezione del Consiglio regionale della Campania.
Secondo tale ipotesi, Graziano si sarebbe posto ''come punto di riferimento politico ed amministrativo'' del clan Zagaria del quale è accusato di far parte Alessandro Zagaria, omonimo del boss, arrestato oggi. Lo spunto investigativo è stato offerto da una intercettazione di colloqui tra Alessandro Zagaria e Biagio Di Muro, l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, anch'egli arrestato oggi. Colloqui nel corso dei quali si faceva riferimento all'appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest'ultimo si sarebbe attivato - ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda - per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti, al centro dell'inchiesta. Una vicenda che è arrivata fino a Renzi, il premier è stato costretto a smentire che Graziano sia stato un suo consulente.

In politica sin da giovanissimo nelle file dei giovani della Dc, Stefano Graziano ha militato in diversi partiti dell'area centrista, prima di approdare nel Pd assieme a Marco Follini nel 2008, quando venne anche eletto per una legislatura deputato.
Dopo i primi passi nei giovanili della Dc, Graziano ha militato con il Ppi di Martinazzoli e qui rimase dopo la scissione nel 1995 da parte di Buttiglione. Membro del Consiglio nazionale, ai tempi di Gerardo Bianco e Franco Marini, Graziano cambiò casacca quando il Ppi di Castagnetti diede vita alla Margherita assieme all'Asinello di Arturo Parisi, a Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini. Graziano fu tra i promotori di Democrazia Europea, il partito fondato nel 2001 da Sergio D'Antoni, che tentò alle elezioni di sfondare al centro. Le urne diedero torto a questa scommessa e l'anno dopo Democrazia europea diede vita assieme al Ccd di Casini e alla Cdu di Buttiglione all'Udc. Con il partito di Casini ricoprì l'incarico di responsabile per la legge elettorale e si avvicinò a Marco Follini, con il quale uscì dal partito centrista nel 2006, dando vita a Italia di Mezzo.
Nel 2008, sempre assieme a Follini aderisce al Pd, con il quale diventa deputato dal 2008 al 2013. Pur non rieletto, Stefano Graziano continua ad avere un impegno a Roma: Enrico Letta, divenuto presidente del Consiglio nell'aprile di quell'anno, lo chiama nello staff di Palazzo Chigi, in particolare ad occuparsi dei numerosi decreti attuativi che il Governo Monti aveva lasciato inadempiuti. L'incarico scade alla fine del 2014, dopo l'arrivo di Renzi a Palazzo Chigi. Poi nel 2015 la corsa per le elezioni Regionali della Campania, nelle quali risulta eletto. E del Pd Campano è anche Presidente dell'Assemblea, un ruolo non esecutivo, ma di garanzia delle diverse anime del partito. 

26-04-2016 18:58:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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