MERCOLEDÌ 19 GIUGNO 2019
Il fatto

Salerno, morto a tredici anni per il diabete: indagati sette medici

Secondo la Procura il ragazzo poteva essere salvato: diagnosi e cure sbagliate

di redazione
Salerno, morto a tredici anni per il diabete: indagati sette medici

Sono accusati di non avere capito cosa avesse Alessandro e di non averlo saputo curare. Sette i medici indagati per la morte di un tredicenne di Pellezzano morto tra Natale e Capodanno per edema cerebrale e polmonare, scaturito da una grave forma di diabete che i medici non gli avrebbero diagnosticato. Si chiude così l'inchiesta aperta più di due anni fa dopo la denuncia dei genitori di Alessandro Farina. Il ragazzino arriva nell'ospedale Ruggi di Salerno il 23 dicembre 2017. Si sente male, ha dolori in tutto il corpo. Arrivato al pronto soccorso, accompagnato dalla madre, e poi viene ricoverato. Ma, secondo la perizia effettuata dalla Procura “i medici curanti del piccolo e chi ha avuto contatto con Alessandro, hanno ignorato i sintomi del diabete. Un banale esame delle urine ed un esame ematologico per la valutazione della glicemia avrebbero dato la diagnosi e, molto probabilmente, la morte del paziente”. Per i consulenti “Alessandro era affetto da diabete giovanile tipo 1 già da alcune settimane precedenti al ricovero. I sintomi del diabete sono stati ignorati dai medici del pronto soccorso del giorno 23 dicembre 2017 e nessuno ha pensato di praticare una glicemia o un esame urine. In tale data si era ancora in tempo ad evitare la grave Dka”. Responsabilità che sarebbero condivise con il medico curante. E ancora: “il medico curante contattato dalla madre (dopo l’accesso al Pronto Soccorso) sulla base dei sintomi riferiti avrebbe dovuto consigliare una visita ed eseguire degli esami di laboratorio. Il medico del 118 intervenuto il 25 dicembre 2017 ha, impropriamente, somministrato un bolo di insulina con grave rischio per il paziente e contro tutte le indicazioni sul trattamento del diabete”. Infine sostengono che un paziente con Dka severa “doveva essere al più presto trasferito  in una struttura regionale adeguata oppure, quanto meno, doveva esserci una presenza attiva in reparto del direttore dell’unità operativa e di un esperto in diabetologia pediatrica”. E, invece, Alessandro resta per cinque giorni senza le cure che avrebbe dovuto avere. Poi il 27 dicembre il suo cuore smette di battere. 

 

17-03-2019 17:40:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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