MARTEDÌ 17 OTTOBRE 2017
Politica

Salta l'accordo a quattro sul nuovo sistema elettorale, futuro nebuloso su come si voterà nel 2018

Cosa prevedeva la proposta di legge bocciata

di redazione

Bocciato da franchi tiratori e malpancisti  il patto a 4 sulla legge elettorale.
Dopo la deblache alla Camera la politica s'interroga su come rimettere insieme i cocci e provare a chiudere su una nuova intesa, la più ampia possibile, così che chiede il Capo del Stato.

Questa in sintesi la situazione dopo le votazioni alla Camera dei Deputati di questa settimana, ma andiamo con ordine.

In Commissione camerale si era raggiunta l'intesa fra i quattro leader Renzi (PD), Berlusconi (Forza Italia), Salvini (Lega) e Grillo (Movimento 5 Stelle), che partendo dal sistema elettorale tedesco riveduto e corretto in salsa italiana, prevedeva come premessa lo sbarramento al 5% per l'ingresso di partiti e movimenti nei palazzi delle istituzioni, dopodichè si passava alla ripartizione dei seggi per Camera e Senato.
Per la Camera i 630 seggi sarebbero stati così attribuiti: 12 per gli italiai all'estero con elezione mediante circoscrizioni e voto di preferenza, 11 al Trentino Alto Adige così come per l'Italicum (collegi uninominali e recupero proporzionale) e 1 alla Va d'Aosta con collegio uninominale, i rimanenti 606 seggi la metà, quindi 303 ad elezione diretta nei collegi uninominali e l'atra metà da eleggere sui listini;
Per il Senato dove i collegi uninominali con l'esclusione di quelli di Trentino Alto Adige e Val d’Aosta,  la distribuzione sarebbe avvenuta così: 150 collegi uninominali, 151 seggi nei collegi plurinominali, 7 seggi del Trentino, 1 in Val d'Aosta e  6 per gli Italiani all'estero.

Queste lo schema che all'apparenza andava bene a tutti ed era forte sulla carta dell'80% dei voti parlamentari; ma alla prova dell'aula e tra la meraviglia generale, la proposta è stata affossata da malpancisti e franchi tiratori, con conseguente scambio di accuse fra i leaders.

Ora la palla per dirla in gergo calcistico e ritornata nelle mani del Colle, che come detto ha sollecito i partiti a ritrovare l'intesa, sempre la più ampia possibile,così da trovare la quadra, senza la quale si corre il rischio di votare con il "vecchio" Mattarelum, così come sancito dalla Consulta ma sicuramente non gradito agli attuali leaders politici.

 

09-06-2017 15:18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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