LUNEDÌ 26 AGOSTO 2019
L'inchiesta

Scafarto senza divisa, il magistrato si riserva sulla sospensione dell'ufficiale stabiese dall'Arma

Il maggiore interrogato oggi sulle accuse di avere depistato le indagini cancellando dei messaggi

di redazione
Scafarto senza divisa, il magistrato si riserva sulla sospensione dell'ufficiale stabiese dall'Arma

Non sa ancora se dovrà mettere la divisa nell’armadio per un lungo anno. Congelata la decisione sulla sospensione del maggiore Gian Paolo Scafarto dall’Arma. Il gip di Roma Gaspare Sturzo si è riservato di decidere sul ripristino della misura dell'interdizione dalle funzioni di carabiniere dell’ufficiale di Castellammare e del colonnello Alessandro Sessa, indagati per depistaggio nell'ambito dell'inchiesta su Consip.
I due militari dell'Arma, un tempo in servizio presso il Noe, reparto che svolse le prime indagini sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione, sono stati interrogati oggi dal gip dopo la revoca dell'interdizione, decisa da quest'ultimo per un difetto di procedura. A costituire un problema era proprio l'emissione dell'interdizione prima di avere interrogato i due carabinieri. Secondo la Procura di Roma la misura sarebbe necessaria perché Scafarto avrebbe depistato le indagini cancellando le prove sul suo cellulare, la motivazione sarebbe quindi la «gravità dei fatti contestati, il pericolo di recidiva e la reiterazione delle condotte, tutte connesse all’esercizio dei loro pubblici uffici». L’ufficiale stabiese avrebbe fatto sparire, secondo l’accusa, le conversazioni da cui si capirebbe che ha falsificato le intercettazioni per aggravare la posizione di Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd che all’epoca dei fatti era presidente del Consiglio. E si ipotizzavano indebite interferenze nelle indagini da parte dei Servizi segreti. Scafarto, all’epoca capitano in forza al Nucleo operativo ecologico dell’Arma, fu poi trasferito ad altro incarico ma successivamente promosso maggiore, in virtù degli automatismi di carriera interni all’Arma. Il colonnello Sessa era il suo superiore diretto, in quanto vice-comandante del Noe, ma anche lui non ricopre più quella funzione. Tra le contestazioni più recenti ai due ufficiali mosse dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, che hanno portato alla richiesta di sospensione dei due ufficiali. Ora toccherà al magistrato decidere se Scafarto dovrà restare a casa per un anno. 

20-12-2017 19:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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