MERCOLEDÌ 21 AGOSTO 2019
Il caso

Scavi di Pompei è scontro aperto, stop dei custodi nel giorno della visita di ministri e leader Ue

Slitta al 9 febbraio l'assemblea dei sindacati, data dell'arrivo di Franceschini con la commissaria Cretu

di redazione
Scavi di Pompei è scontro aperto, stop dei custodi nel giorno della visita di ministri e leader Ue

Lo stop dei custodi cambia data. Ma non è un segno di pace, anzi. La decisione ha l’effetto di un pugno. Il direttore degli scavi di Pompei chiede al sindacato autonomo Unsa-Flp di rinviare l'assemblea prevista per il 5 febbraio, prima domenica del mese e quindi a ingresso gratuito, per evitare disagi ai turisti, e le organizzazione sindacali si dicono disponibili a procrastinarla al 9 febbraio, giorno, però, in cui è prevista la visita dei ministri Franceschini, De Vincenti e del commissario Ue Corina Cretu.
Quello tra i rappresentanti dei lavoratori iscritti al cartello autonomo Unsa-Flp e il direttore generale della Soprintendenza Massimo Osanna sta assumendo tutti i connotati di uno scontro.
Il 9 febbraio, infatti, il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini e il ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti accompagneranno la Commissaria Ue Cretu in un tour di ricognizione nei cantieri degli scavi archeologici interessati dal Grande Progetto Pompei.
I vertici del sindacato - Rinaldo Satolli (Flp Bac) e Giuseppe Urbino (Unsa BA) - che al termine dell'assemblea del 25 gennaio scorso hanno presentato un esposto-denuncia ai carabinieri contro il Soprintendente, sono stati successivamente accusati da Osanna di "ricatto" riguardo la gestione del personale. Un botta e risposta che ha segnato l'interruzione dei rapporti da i due interlocutori. Ora i sindacati chiedono un tavolo di confronto a Roma sulle vertenze degli operatori degli Scavi.
Questa mattina il soprintendente Osanna è stato nella Capitale, per un incontro in agenda con il ministro Franceschini, nel quale non è escluso che sia stato fatto un punto su una situazione diventata imbarazzante nei confronti dell'Unione europea. In primo piano il crollo del muretto della Casa del Pressorio di Terracotta sul quale è stato aperto un fascicolo presso la Procura di Torre Annunziata, un atto ordinario che segue di prassi ogni volta che vengono registrati danni nel patrimonio dell'umanità costituito dagli Scavi di Pompei.
Nell'area della Regio I, dove si è verificato il cedimento, non ci sono telecamere e, quindi, l'evento non è stato documentato. Non si esclude, tuttavia, che possa essere stato causato da anni di mancata manutenzione al sito archeologico, per il quale l'Unione europea ha stanziato i fondi con il Grande Progetto Pompei. 

30-01-2017 18:52:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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