DOMENICA 17 FEBBRAIO 2019
La storia

Sognava di giocare in serie A, ex talento ucciso per una lite sullo spaccio

Renato Di Giovanni aveva lasciato il calcio per problemi di droga

di redazione

Aveva sognato un futuro da calciatore di serie A, è finito ucciso nel suo quartiere. Fino a due anni fa Renato Di Giovanni, 21 anni, prima vittima di camorra del 2017 in città, ucciso in un agguato ieri mattina nel quartiere Soccavo, era un promettente centrocampista della Primavera del Napoli. Nel 2014 aveva partecipato al Torneo di Viareggio, segnando anche un gol, poi aveva giocato in serie D con l'Arzanese. Sul suo profilo Facebook, si identificava ancora con il suo passato definendosi "calciatore della SSC Napoli". E via social network è arrivato il cordoglio dei suoi compagni di squadra, che lo hanno ricordato con grande affetto.
Proveniente da una famiglia "difficile", Renato Di Giovanni era stato allevato da un noto capo ultrà del Napoli, che è estraneo alle indagini. Nel giro di due anni, però - forse in conseguenza del consumo di droghe - il giovane aveva abbandonato il calcio agonistico per lo spaccio di droga, in una piazza riconducibile, secondo gli investigatori, al clan Vigilia, attivo alla periferia occidentale della città. Ad ottobre 2016, Di Giovanni era stato arrestato dai carabinieri per spaccio di stupefacenti ed era sottoposto all' obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.
Non era considerato un affiliato, ma non avrebbe potuto spacciare senza il consenso del clan. Da qui sono partite le indagini dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire lo scenario nel quale è maturato l'agguato contro l'ex calciatore.
Una delle piste al vaglio è proprio quella di uno "sconfinamento" del giovane, che avrebbe spacciato droga in una zona di Soccavo senza il placet del clan. Il clan Vigilia è contrapposto al clan Sorianiello nell'ambito di una faida nell'area occidentale di Napoli che coinvolge i quartieri limitrofi di Soccavo e Pianura e che da mesi è teatro di agguati e di "stese" , (sparatorie a scopo intimidatorio nel territorio controllato dal clan rivale), che spesso coinvolgono vittime innocenti.
Almeno sei i proiettili di grosso calibro esplosi da distanza ravvicinata contro Di Giovanni, alcuni dei quali diretti al cuore da due sicari giunti in via dell'Epomeo, arteria centrale del quartiere Soccavo, con uno scooter. Gli investigatori stanno anche accertando eventuali connessioni tra l'agguato contro il giovane ed il ferimento avvenuto nel pomeriggio di ieri in piazza Giovanni XXIII, al Rione Traiano, ancora periferia occidentale della città. Un giovane di 21 anni Massimo De Solda, già denunciato per spaccio di stupefacenti, è stato ferito di striscio da un colpo di pistola ad una gamba. 

28-01-2017 17:28:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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