MERCOLEDÌ 17 LUGLIO 2019
Castellammare

Studenti in piazza, striscioni e slogan contro Renzi. Traffico in tilt

Lungo corteo dei ragazzi di licei e istituti tecnici, al classico si protesta anche per le aule

di Enzo Esposito
Studenti in piazza, striscioni e slogan contro Renzi. Traffico in tilt

Striscioni colorati, fumogeni color arancio e slogan contro Renzi. In piazza gli alunni stabiesi di licei e istituti professionali. Un lungo corteo ha attraversato la città, paralizzando il traffico in molte zone. In tilt questa mattina l’incrocio del Viale Europa dove il traffico veniva deviato, caos anche a Piazza Spartaco. I ragazzi sono arrivati in centro poco prima delle undici. La protesta li unisce agli studenti di tutta Europa, gli alunni stabiesi hanno infatti aderito alla giornata internazionale dello studente. Anche se molti dei gruppetti che si sono staccati dalla manifestazione neanche lo sanno. “Oggi è sciopero, ci basta per non entrare” dice una ragazzina quindicenne che ne approfitta per parlare con un’amica sulla panchina in Villa. “Che ne sappiamo, noi non entriamo quasi mai” dice in coro un gruppo di una decina di ragazzi dell’Istituto Galilei. Più arrabbiati i ragazzi del liceo Classico, loro un motivo per stare in piazza ce l’hanno. Sono gli alunni della succursale del liceo di via Virgilio che essendo meno numerosi, hanno dovuto ospitare i colleghi di altri istituti sacrificando aule e spazi di laboratori. Insomma c’è un po’ di tutto nel corteo il cui nemico giurato resta il premier Renzi. Dedicati a lui e al governo della “Buona Scuola”, come nella migliore tradizione scolastica, slogan e striscioni che citando Vasco tirano in ballo anche il referendum, “c’è chi dice no” si legge in uno alla testa della manifestazione. In realtà oggi, giovedì 17 novembre 2016, ricorre l'International students day, evento istituito nel 1941 per commemorare i nove studenti e professori universitari cecoslovacchi giustiziati senza processo il 17 novembre 1939 in seguito ad una manifestazione anti-nazista che portò, inoltre, alla chiusura delle università di tutto il Paese e alla deportazione di 1200 studenti nei campi concentramento. Ma le prime vittime della protesta sono stati sicuramente gli automobilisti. Ore complicate per chi ha dovuto raggiungere il posto di lavoro o accompagnare i bambini a scuola dalle otto alle undici. Poi è scoppiata la calma. 

17-11-2016 11:02:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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