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Tragedia sott'acqua: muore istruttore sub di Torre del Greco

L'ultima immersione di Antonio Ulloa Severino nel banco di Santa Croce. Un malore o cause tecniche a determinare la sua morte avvenuta a 20 metri di profondità

di redazione

Si chiama Antonio Ulloa Severino, 44 anni, originario di Torre del Greco, il sub che questa mattina ha aperso la vita a 20 metri di profondità nelle acque del banco di Santa Croce. Il corpo senza vita dell'uomo è stato trasportato all'obitorio del San Leonardo di Castellammare e sarà, proprabilmente, sottoposto ad autopsia per stabile le cause del decesso. Due le opzioni: un malore oppure un malfunzionamento dello strumento respiratorio al quale si stava appassionando da tempo come affermano alcune persone che lo conoscevano, il rebreather. Lo strumento, utilizzato soltanto dai sub esperti e Severino lo era, serve a riciclare l'aria respirata ma, in caso di penetrazione dell'acqua, l'aria si trasforma in acido tossico che entra nel circuito respiratorio. Antonio Severino Ulloa amava le immersioni, il suo profilo Facebook è pieno di foto scattate fra le meraviglie dei fondali esplorati, sulla barca con i suoi amici del gruppo "Il maestrale" di Torre del Greco, e dei brevetti che aveva conquistato. L'ultimo è quello di istruttore di immersioni rilasciato dal PSS, uno degli enti certificatori riconosciuto a livello mondiale. "20 metri di profondità - raccontano alcuni sub esperti - è poco più dela distanza che bisogna coprire per ottenere il brevetto minimo, il cosiddetto open water (18 metri). Per cui stiamo parlando non solo di una località, Il Banco di Santa Croce estremamente nota, ma anche di una profondità al limite dell'immersione ricreativa". 

27-12-2016 15:31:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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