DOMENICA 16 GIUGNO 2019
Il caso

Tutti guardano al Pd, ma il partito di Renzi è bloccato dai veti incrociati

I vertici regionali non decidono tra l'ex sindaco e chi lo ha mandato a casa

di redazione
Tutti guardano al Pd, ma il partito di Renzi è bloccato dai veti incrociati

E’ come giocare a Risiko, ma nessuno vuole muoversi per primo. Ognuno aspetta di conoscere il nome dell’altro, prima di scegliere quale calare sul suo territorio. Così a due mesi dalle prossime elezioni stabiesi ci sono solo caselle vuote. Il 5 maggio si devono presentare le liste, ma lo scacchiere ufficiale è libero da candidature. Nessuna nomination per la poltrona di sindaco. A bloccare l’intero scenario è la paralisi del Pd. Paralizzato dal sistema di veti incrociati, il partito che ha amministrato la città negli ultimi due anni, è fermo. E restano a guardare che accade a casa altrui anche il centrodestra e il cartello dei moderati. Il capogruppo nell’area metropolitana Antonio Pentangelo aspetta di conoscere il nome dell’avversario per decidere. Senza leader anche i moderati, presentatisi con un cartello di civiche sabato scorso, potrebbero decidere di andare da soli o pendere da una delle due parti. Molto dipende dagli assi che caleranno Pd e Fi. Quindi per un percorso tipo gioco dell’oca tutto torna alla casella di partenza del partito di Renzi. Imbarazzante appare a questo punto il silenzio dei vertici regionali del Pd, alle prese con il tentativo impossibile di tenere dentro l’ex sindaco Nicola Cuomo e chi lo ha mandato a casa. Nicola Cuomo ha posto come unica condizione di non vedere premiato nessuno degli ispiratori della fine anticipata della sua esperienza di governo. Sul fronte avverso gli ex consiglieri comunali, guidati dalla regia del sindacalista Gennaro Iovino, non si accontentano di avere ricevuto un salvacondotto. Da parte della fronda interna a Cuomo non c’è alcuna intenzione di fare passo. Il gruppo intende comunque mantenere la possibilità di lanciare l’investitura del prossimo candidato a sindaco. In mezzo i vertici napoletani che provano a non utilizzare la bilancia pesando torti e ragioni. Risultato? Il gruppo dei firmatari dell’addio di Cuomo sostengono Nello Di Nardo. Nome non gradito all’ex sindaco per il ruolo da protagonista avuto nel naufragio del suo governo. Capovolgendo lo specchio tra le ipotesi in campo, quella più credibile di Annapaola Mormone, non è gradita al gruppo capitanato da Iovino. Quindi i due no si annullano e pace. Un gioco di veti incrociati che richiederebbe un’iniziativa politica del partito, che al momento non arriva. Il consigliere regionale Mario Casillo, amico di entrambe le parti, prova da mesi a cercare la soluzione al rebus. In assenza di un via libera, tutti restano fermi allo start di partenza. Peccato che il giro non si possa saltare. L’appuntamento con le urne non sarà rinviato. Magari sarebbe il caso che qualcuno si assumesse la responsabilità di cambiare gioco. 

31-03-2016 19:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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