LUNEDÌ 25 MARZO 2019
La storia dell'orrore

Video hard per costringerla a fare sesso, il parroco: "Una perversione come svago, l'hanno fatto solo per divertirsi"

A Pimonte l'incubo che la quindicenne non sia stata l'unica vittima del branco

di redazione

Tutti piccolissimi. Tra gli undici e i quattordici anni nel ruolo di protagonisti in una storia dell’orrore. Ricatti ad una ragazzina per costringerla a fare sesso di gruppo in un paesino di poche migliaia di persone, dove tutti si conoscono da quando sono nati. Pubblicare quei video hard a Pimonte sarebbe stata come scatenare un terremoto di reazioni. Sulla minaccia di questo pericolo si reggeva il ricatto di chi non la voleva liberare dal branco. E ora ci si guarda in faccia nel piccolo paese dei Monti Lattari, a caccia dei colpevoli e con la paura che le bambine vittime di questo gioco dell’orrore siano più d’una. C'è sconcerto tra i genitori dei ragazzini - tutti della fascia d'età della scuola Media - ora che è diventato di pubblico dominio il ''gioco'' dei video-hard mediante il quale è stata a lungo ricattata una quindicenne.
Il timore è che la giovane non sia l'unica vittima del branco. Due delle 11 famiglie coinvolti in questa torbida vicenda hanno chiesto aiuto al parroco.
''E' una brutta storia che scaturisce dal disinteresse familiare nei confronti dell'educazione da impartire ai propri figli - commenta Don Gennaro - questa è l'età in cui i giovani, se abbandonati a loro stessi, sono a maggior rischio”. E’ lui il punto di riferimento di una comunità ora sotto choc, ma che nelle scorse settimane viveva già nell’incubo che tutto venisse fuori. Dopo le perquisizioni a casa dei ragazzi, a caccia dei video in tanti sapevano che lo scandalo stava per scoppiare.
"Sono ragazzi che fino alla celebrazione della Prima Comunione vivono in un ambiente sano, aiutati a formarsi nei valori del rispetto reciproco. Ma per le famiglie, dopo la festa al ristorante e i fuochi d'artificio, non c'è più nulla. E i risultati sono questi. Io li avverto dall'altare. Noi qui offriamo tante attività, giochi, gite. Non è vero che questi giovani non hanno altre opportunità di svago nel nostro piccolo Comune. Perché, purtroppo, chi ha coltivato questa perversione, lo ha fatto per divertirsi. E' stato uno ''svago''. Non è stato fatto per soldi, solo per passare il tempo con gli amici. Tutto questo però ora assume le sembianze dell'orrore''. 

25-07-2016 18:25:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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