GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2021




Il fatto

A Castellammare la Mehari di Giancarlo Siani, il sindaco Cimmino: "Qui la camorra è forte, tutti impegnati in questa battaglia per essere degni di lui"

L'auto del giornalista ucciso dalla camorra accolta dai rappresentanti dell'amministrazione e delle forze dell'ordine. Dall'opposizione Di Martino attacca: "Iniziativa clandestina"

di Christian Apadula
A Castellammare la Mehari di Giancarlo Siani, il sindaco Cimmino:

La Mehari di Giancarlo Siani davanti a Palazzo Farnese. L'auto del giornalista simbolo della lotta alla camorra fa tappa a Castellammare. Diretta a Vico, dove intitoleranno una piazza al cronista ucciso per quello che aveva scritto contro le cosche, fa sosta nella città che ha vissuto negli anni la dimostrazione della ferocia dei clan con l'omicidio di due consiglieri comunali. Arrivata a Castellammare intorno alle diciannove, accompagnata dal giornalista esperto in archeologia, Antonio Irlando, la sua auto è stata accolta dagli assessori della giunta Cimmino e dai rappresentanti delle forze dell'ordine, come il maggiore Donato Pontassuglia. Nel suo breve intervento il sindaco Cimmino ricorda a tutti: "A Castellammare la camorra è forte, noi siamo in prima linea in questa battaglia contro i clan. Facciamo appello ai cittadini perchè questi valori della legalità appartengano a tutti gli stabiesi, da chi vive alla periferia Nord fino a Scanzano. Diamo così lustro a Giancarlo Siani". Dopo Cimmino, tocca all'assessore alla legalità Giampaolo Scafarto: "La verità rende liberi e Siani era un uomo libero. Esempio di impegno e dedizione nelle sue inchieste giornalistiche contro la camorra, una storia triste ma ricca di insegnamenti". In un post su Fb Andrea Di Martino, leader della coalizione di civiche, atta Cimmino per l'organizzazione dell'iniziativa: "Oggi la Mehari di Giancarlo Siani è giunta a Castellammare. In una forma che oserei definire semi clandestina. Tanto è che ad accoglierla c'era solo il sindaco e l'amministrazione comunale. Ecco sarebbe stato importante farlo sapere, per potere dare l'opportunità a tutti di partecipare. Alle scuole di potere organizzare qualcosa. La memoria nella lotta alla mafia non è mai inutile alimentarla. Ma questa amministrazione ha ritenuto non utile dare la giusta valenza ad un simbolo per una generazione. Ad un simbolo del giornalismo coraggioso, e del coraggio nella lotta alle mafie. Una occasione persa. Peccato. La foto ovviamente non è quella scattata oggi ma quella che scattai a piazza Montecitorio. Quando il viaggio della Mehari ebbe inizio".

18-09-2018 19:10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA