MARTEDÌ 28 GIUGNO 2022




Il fatto

A Castellammare minacce di morte ai pentiti durante i falò, il capogruppo Scala: "Episodio grave, doveva essere evitato"

Il rappresentante di Leu: "Le istituzioni organizzino questi eventi per valorizzare i quartieri"

di Redazione
A Castellammare minacce di morte ai pentiti durante i falò, il capogruppo Scala:

Falò con minacce di morte ai pentiti nel quartiere Savorito alla periferia di Castellammare. A sollevare il caso delle segnalazioni di stabiesi dopo che foto e video di quanto avveniva nella zona della Faito sono diventate virali. Sul caso interviene il capogruppo di Leu Tonino Scala: "Questa mattina sui social gira una foto. La foto di un falò, uno dei tanti che ieri sera ha arricchito, e consolidato, una delle più antiche e belle tradizioni della mia città: la notte dell'immacolata. Una festa dove il sacro e il profano si mescolano creando una miscellanea di odori, colori, sapori, devozione, prima dell’arrivo del generale inverno. Una notte di fuoco, intorno ai fuochi che fa sentire ad ogni cittadino quell’attaccamento ad una terra bella è difficile come la nostra. Basta una notte per sentirsi orgogliosi di essere stabiesi. Una foto che mi auguro non sia vera mi ha raggelato e fatto venire i brividi lungo la schiena, una foto che non è la mia città, una foto che non rappresenta nemmeno lontanamente la mia città. Non la pubblico sperando che sia un fake, ma in tanti mi confermano sua vera. La foto riprende un manichino, un pupazzo di pezza legato ad una corda di un grande falò. Poi una scritta: così devono essere i pentiti abbruciati. La città non è questo, non lo è mai stato nemmeno nei periodi peggiori. Questo, questi cretini che han partorito la macabra rappresentazione di cui sopra, non hanno nemmeno a che fare con la camorra, sono cretini e basta. Non voglio nemmeno pensare lontanamente che sia collegato all’inchiesta giudiziaria di questi giorni. Han solo rovinato non una, ma la festa di e ad un popolo che col fuoco decide ogni anno di bruciare le malapatenze di una vita. Un gesto da condannare senza se e senza, ma così come sono da condannare i mancati controlli da parte di chi aveva il dovere di controllare. Il palio dei fuochi deve diventare l’evento intorno al quale lavorare 365 giorni l’anno per valorizzare la tradizione e i quartieri che la mantengono viva. Nei quartieri i falò vanno organizzati di concerto con le istituzioni. Ripeto organizzati in modo da non arrecare danni a cose e persone, ma bisogna lavorarci e già da domani. Bisogna avere la capacità di isolare gli stolti, chi alimenta culture d’odio in una città che ha bisogno di un riscatto vero. Credo che quel gesto da un lato provoca indignazione negli stabiesi, dall’altro voglia di rimarcare le dovute distanze. Castellammare è un’altra cosa, è da un’altra parte. Ma dobbiamo veramente prendere le distanze, siamo questo noi? Vogliamo essere questo? Me la prendo con chi doveva controllare, ma anche con quelli che son rimasti lì ad ammirare quella bruttura, ignobile, stupida e violenta. In questa terra amara dico che quell’autogoal che poteva essere evitato e che va condannato con forza, sdegno e orgoglio: Stabia è un’altra cosa"
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08-12-2018 14:15:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA