DOMENICA 03 LUGLIO 2022




La cultura

A Napoli le lettere di Leopardi, il ministero le compra per la Biblioteca nazionale

Negli scritti del poeta ad un amico la sua angoscia esistenziale

di Redazione
A Napoli le lettere di Leopardi, il ministero le compra per la Biblioteca nazionale

A Napoli le lettere con cui Leopardi confida le sue angosce ad un amico. "Ogni ora mi par mill'anni di fuggir da questa città, dove non so se gli uomini siano più asini o birbanti". E' un Leopardi straziato, "travagliato da un'estrema debolezza" quello che scrive all'amico Francesco Puccinotto, annunciando l'ennesimo viaggio, questa volta a Firenze e Bologna, che lo allontani dalla sua Recanati, amata e odiata oltre ogni dire. Una testimonianza autografa che stava andando in vendita all'asta e che il ministero dei Beni culturali è riuscito ad acquisire, insieme ad un poderoso corpus di lettere e minute di Ungaretti. Documenti preziosi "che ora verranno destinati alle Biblioteche nazionali di Roma e Napoli", annuncia soddisfatto il ministro della Cultura Bonisoli.
Sventata la vendita all'asta, l'acquisto, racconta il ministro, è avvenuto alla fine con una trattativa privata: 125 mila euro per il blocco Ungaretti e 100 mila per le tre lettere di Leopardi. Il primo andrà a Roma, per aggiungersi alle carte già presenti alla Biblioteca Centrale, il secondo a Napoli, dove la Biblioteca nazionale è già depositaria dell'80 per cento del patrimonio del poeta dell'Infinito e del Sabato del Villaggio.
Un acquisto che "risponde alla missione istituzionale di conservazione di documenti e testimonianze di alto valore culturale e al contempo costituisce una vera e propria operazione della memoria", commenta soddisfatta la dg biblioteche e istituti culturali del Mibac Paola Passarelli, sottolineando che le due acquisizioni, considerate di raro pregio, sono state sottoposte a vincolo, così come prevede il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio.
Ordinato in 13 cartelline dal genero del poeta, Mario Lafragola, il corpus di manoscritti e carteggi di Ungaretti comprende una copiosa e varia corrispondenza che gli studiosi hanno collocato principalmente agli anni '40 e '50 del Novecento e che ricostruisce e documenta l'eccezionale attività di relazioni culturali intrecciate dal poeta. In tutto 163 lettere ricevute o inviate dal poeta di Porto Sepolto e di Allegria con un elenco di nomi che insieme fanno la storia della letteratura del ventesimo secolo, da Attilio Bertolucci a Leonardo Sciascia, da Elio Vittorini a Pier Paolo Pasolini (che si rivolge a lui nel '56 per chiedergli di testimoniare al processo contro Ragazzi di Vita) da Corrado Alvaro a Mario Luzi, Giorgio Caproni, Lalla Romano, Edoardo Sanguineti , Alfonso Gatto, Vittorio Sereni, Ignazio Silone. Tante lettere, ma anche testi poetici in varie stesure, prose, testi critici, lezioni universitarie, bozze e appunti, per un totale di 630 carte che ora verranno studiate ed esposte nella sezione che la biblioteca romana ha dedicato dal 2015 al grande Ungaretti.
All'esame di storici e critici anche le tre commoventi lettere di Leopardi, tutte dirette all'amico, storico della medicina. Missive brevi, vergate con calligrafia minuta e ancora oggi perfettamente leggibile dal poeta che a tratti si lancia in ammonizioni filosofiche rispetto alla reputazione degli uomini e in altri passaggi si dispera sulle sue condizioni, sulla chiusura umana del paese natio, sulla salute che vacilla.
L'ultima, sempre più accorata, è quasi un testamento, un bilancio nero della sua vita breve e tormentata, scandita da viaggi e desiderati e spostamenti difficili, partenze e ritorni dolorosi. Leopardi descrive il suo fisico, "travagliato da un'estrema debolezza de' nervi degli occhi e della testa, la quale mi obbliga ad un ozio più tristo assai della morte". Parla del corpo e sembra fotografare l'anima, piagata da dolori e delusioni. E la morte, che il poeta troverà sotto all'amato Vesuvio, sembra già nell'aria quando racconta all'amico che anche la filosofia, che per tanti anni lo ha aiutato a sfuggire alla noia, alla fine "annoia essa medesima".
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06-07-2018 18:21:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA