DOMENICA 08 DICEMBRE 2019
Adolescenti ribelli

A Salerno in piazza la rabbia dei ragazzi contro la violenza: "Carmine è uno di noi"

Un'amica del ragazzo accoltellato a scuola: "E' ancora in terapia intensiva"

di redazione
A Salerno in piazza la rabbia dei ragazzi contro la violenza:

Basta violenza. I ragazzi scendono in piazza per dire “no” al bullismo, ai coltelli nei corridoi delle scuole, alla paura di rivolgere la parola alla persona sbagliata. ‘Col Genovesi tutti insieme': è questo lo slogan che apre la manifestazione organizzata all'indomani dell'accoltellamento di un quindicenne all'interno dell'istituto di Istruzione Superiore 'Genovesi-da Vinci' a Salerno. Centinaia gli studenti di quasi tutti gli istituti salernitani che si sono dati appuntamento questa mattina a piazza Vittorio Veneto e hanno percorso le vie del centro cittadino per dire insieme il loro no alla violenza. "Siamo tutti qui - spiegano - perché dobbiamo batterci contro la violenza non solo nelle scuole ma anche e soprattutto in tutta la società. Speriamo che un fatto così grave non accada mai più in nessuna scuola. Vogliamo ringraziare - aggiungono - gli insegnanti del 'Genovesi-da Vinci' presenti qui stamattina".
I partecipanti hanno tenuto a precisare, però, che non si è trattato di un corteo ma di una vera e propria manifestazione.
Ed è per questo che non vi sono state bandiere, cori o altro.
L'unico coro che di tanto in tanto è nato spontaneo tra i ragazzi, è stato quello che intonava, tra gli applausi, "Carminuccio uno di noi", riferendosi al ragazzino che ieri sera è stato colpito da un 16enne della stessa scuola. Secondo Gigi, rappresentante della Consulta dell'istituto dov'è avvenuto l'accoltellamento "questo episodio ha danneggiato il nome della nostra scuola. Noi siamo tutti ragazzi normali, proprio come lo sono loro. Non ci saremmo mai aspettati un gesto simile".
"Carmine è un ragazzo molto amato da tutti", dice una sua compagna di classe che ieri sera era in ospedale insieme ad altre amiche e ai genitori del ragazzo. "Non mi hanno fatto entrare nella stanza - aggiunge - perché si trovava nel reparto di terapia intensiva ma almeno sono andata a trovarlo. Anche se da lontano gli ho testimoniato il mio affetto". Alla fine della manifestazione, gli organizzatori hanno espresso la volontà di portare lo striscione davanti l'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, dove il quindicenne è tuttora ricoverato. 

16-02-2016 11:59:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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