LUNEDÌ 29 NOVEMBRE 2021




Caso Consip

Accusato e promosso, la storia di Scafarto: nuovo interrogatorio dell'ufficiale promosso maggiore

Accertato un altro episodio di rivelazione del segreto d'ufficio, ma intanto continua la carriera dell'ufficiale stabiese

di Redazione
Accusato e promosso, la storia di Scafarto: nuovo interrogatorio dell'ufficiale promosso maggiore

Indagato e promosso. Messo sotto torchio dalla magistratura, premiato dall'Arma. Si aggrava la posizione di Gianpaolo Scafarto, l'ufficiale dei carabinieri sotto inchiesta per falso e rivelazione del segreto istruttorio nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione.
Gli inquirenti di piazzale Clodio avrebbero accertato un altro episodio di rivelazione del segreto d'ufficio e per questo motivo hanno convocato l'indagato per domani per notificargli la nuova contestazione ed interrogarlo. L'ufficiale, intanto, che dal Noe è stato trasferito al Comando regionale dei Carabinieri di Napoli, nei mesi scorsi è stato promosso: da capitano è diventato maggiore.
Scafarto era finito nel registro degli indagati in quanto ritenuto l'autore di un'informativa in cui avrebbe, da un lato, accreditato erroneamente la tesi della presenza dei servizi segreti nel corso degli accertamenti e, dall'altro, di aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase intercettata: "...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato".
La nuova contestazione è scattata dopo il rigetto, da parte del procuratore Giuseppe Pignatone, dell'aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, dell'istanza con la quale Scafarto aveva sollecitato il trasferimento degli atti riguardanti la sua posizione, per competenza territoriale, alla procura di Napoli oppure a quella di Firenze.
Nello scorso giugno, a Scafarto, erano state fatte nuove contestazioni di falso e di rivelazioni del segreto a proposito di un riferimento al generale Fabrizio Farragina, ex Aisi (il servizio segreto interno) sulla vicenda della presunta presenza di esponenti dei servizi durante le indagini svolte da Scafarto su Consip e di presunte 'soffiate' sull'andamento delle indagini - ad agosto 2016 e marzo 2017 - ad ex colleghi del Noe passati poi ai Servizi.
L'ufficiale dell'Arma, investigatore che ha svolto un ruolo determinante nell'inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione (fu lui a recuperare i "pizzini" dell'imprenditore Alfredo Romeo con indicazioni di cifre e iniziali dei destinatari), si è sempre difeso sostenendo che dietro le presunte omissioni e falsificazioni a lui attribuite non si celi alcun dolo e, di conseguenza, alcun profilo penale.

11-09-2017 14:51:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA