GIOVEDÌ 27 GENNAIO 2022




La scomparsa

Addio Rea, lascia nel suo nuovo libro un altro spaccato del Mistero napoletano

Nessuno meglio di lui ha raccontato cosa accade quando chiude una fabbrica

di Redazione
Addio Rea, lascia nel suo nuovo libro un altro spaccato del Mistero napoletano

Nessuno meglio di lui ha raccontato la disperazione che porta una fabbrica che chiude. Molto ha detto della sua Napoli da un punto di vista originale, molto aveva ancora da dire. Credeva veramente nel potere della letteratura, l'eretico di sinistra. Diceva che "saranno i romanzi a salvare il mondo dalla dissoluzione" Ermanno Rea, che non ha mai smesso di indagare sul mistero napoletano raccontato in ritratti oggettivi e soggettivi sui cambiamenti della città. Lo scrittore, presidente del Premio Napoli, morto oggi nella sua casa di Roma a 89 anni, ci lascia un romanzo, 'Nostalgia', che non potrà vedere arrivare in libreria il 13 ottobre per Feltrinelli, a cui teneva moltissimo. E' un omaggio alle sue radici, alla sua Napoli, dove era nato il 28 luglio 1927, che completa idealmente la trilogia dedicata alla sua città 'Rosso napoletano'.
Giornalista e fotografo prima di diventare scrittore, Rea - che è stato per molto tempo un riferimento della sinistra e nel 2014 si era candidato alle elezioni europee con la lista Tsipras senza però riuscire ad essere eletto - aveva imparato a osservare le cose, a coglierne al volo il momento significativo proprio dalla fotografia come mostra 'Io reporter'. E questo, come lui stesso aveva raccontato, "gli era servito poi nello scrivere". Partito da narrazioni legate all'inchiesta e alla ricostruzione giornalistica come 'L'ultima lezione', il romanzo-verità su Federico Caffè e la sua misteriosa scomparsa, diventato un film di Fabio Rosi e 'Mistero napoletano', premio Viareggio nel '96, con l'indimenticabile figura di Francesca Spada su cui è tornato in altri libri come 'La comunista' dove troviamo il suo fantasma, Rea è anche autore de 'Il Po si racconta. Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta'. Nel 1999 ha vinto il Premio Campiello con il suo primo romanzo vero e proprio 'Fuochi fiammanti a un'hora di notte' in cui il giovane artista Martino, protagonista del libro, andava alla ricerca della madre misteriosamente scomparsa. "Che cos'è la vita se non un libro giallo al quale sono state strappate le ultime 15 pagine?. Comincia con il mistero della concezione e finisce con quello dell'aldilà" dice Martino. E anche nel postumo 'Nostalgia', ambientato nel rione Sanità, troviamo la figura di una madre, questa volta sul punto di morte, dalla quale torna il figlio, Felice Lasco, che da 40 anni ha lasciato Napoli e di nuovo si immerge nella sofferta bellezza della città, nella sua disperazione e violenza, fino a un tragico destino che non porta alla rinuncia di combattere.
Scritta nell'arco di dieci anni, la trilogia 'Rosso napoletano' comprende il libro-poema 'La dismissione' sullo smontaggio dell'Ilva di Bagnoli, con la figura dell'operaio specializzato Vincenzo Buonocore, a cui si è ispirato Gianni Amelio per il film 'La stella che non c'e'' con Sergio Castellitto, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2006. E poi 'Napoli Ferrovia' con cui Rea è stato in corsa al Premio Strega nel 2008 arrivando secondo dopo l'allora esordiente Paolo Giordano. Del 2014 'Il caso Piegari. Attualità di una vecchia sconfitta', sulla vicenda del leader del Gruppo Gramsci napoletano, Guido Piegari. Pubblicati da diversi editori, da Einaudi a Rizzoli, i libri di Rea sono stati ripubblicati nel corso degli anni da Feltrinelli.
Un punto fermo, nell'indagare di Rea tra speranze e disillusioni, resta la forza dei libri come mostra ne 'Il sorriso di Don Giovanni' che è un romanzo-atto di fede nella letteratura e nella forza della lettura. 

13-09-2016 17:55:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA