LUNEDÌ 14 GIUGNO 2021




Il fatto

Bimba ferita lotta tra la vita e la morte, in piazza anche il figlio di un boss: "Forza Noemi"

Al sit in a Napoli Antonio Piccirillo che si è dissociato: "La camorra mi fa schifo"

di Redazione
Bimba ferita lotta tra la vita e la morte, in piazza anche il figlio di un boss:

Lei lotta tra la vita e la morte e non può sentirli. In Rianimazione i medici si battono con lei, in piazza in tanti sperano possa salvarsi. "Forza Noemi" urlano centinaia di persone radunate in piazza Nazionale, dove venerdì la bimba di quattro anni è stata colpita da un proiettile vagante. Al sit-in delle associazioni anticamorra partecipano numerosi familiari di vittime innocenti della criminalità: "Non vogliamo che quella bambina si aggiunga alla lista del nostro dolore". E con loro c'è anche il figlio di un esponente di spicco di un clan malavitoso, Antonio Piccirillo, che si è dissociato pubblicamente dalle scelte del padre e che non esita a gridare in piazza: "la camorra fa schifo". Lei, la piccola, lotta tra la vita e la morte nell'ospedale Santobono di Napoli: stamane si è recato da lei il presidente della Camera, Roberto Fico. I medici sono riusciti a estrarre il proiettile che le ha perforato i polmoni, fortunatamente senza ledere il cuore né il midollo spinale, ma le condizioni della paziente restano "estremamente gravi". Noemi è in coma farmacologico, respira grazie al ventilatore meccanico, e ai suoi familiari radunati fuori della rianimazione non resta che sperare e pregare.
"DisarmiAmo Napoli", si legge sullo striscione dell'associazione 'Un popolo in cammino', promotrice dell'iniziativa cui hanno aderito Libera e altre sigle. "La camorra non può distruggere le nostre vite e quelle dei nostri figli", dicono i partecipanti al sit-in. Tanti in piazza, ma non abbastanza secondo gli abitanti del quartiere: "Di fronte a un episodio così grave doveva scendere in piazza tutta Napoli", commentano i residenti invocando più sicurezza, più telecamere, più istruzione e strutture di aggregazione per i giovanissimi.
Senza sosta le indagini della squadra mobile di Napoli sull'agguato: il bersaglio era il pregiudicato Salvatore Nurcaro, 32 anni, considerato vicino ai clan del quartiere San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli, raggiunto da sei proiettili e ricoverato in condizioni gravissime. Alla pista dell'agguato camorristico si affiancano altre ipotesi: una telecamera ha ripreso un sicario corpulento e dalle movenze impacciate, modalità che farebbero pensare a rancori di tipo personale. 

05-05-2019 21:27:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA