MERCOLEDÌ 29 GIUGNO 2022




Il caso

Bimbo ucciso a botte, il patrigno confessa: "Avevano rotto il letto"

Migliora la sorellina, intervento per ricostruire parte dell'orecchio

di Redazione
Bimbo ucciso a botte, il patrigno confessa:

Ha confessato di avere ucciso a botte un bambino di sette anni e ferito la sorellina. Dopo avere provato a mentire per più di ventiquattrore ha raccontato agli inquirenti l'inferno di cui si è reso responsabile. Avevano rotto giocando la sponda del lettino appena comprato. Sarebbe stata questa la motivazione che ha portato il 24enne, Tony Essoubti Badre, fermato per omicidio volontario e tentativo di omicidio, a picchiare fino a uccidere Giuseppe, il bimbo di 7 anni figlio della compagna, e a ferire gravemente la sorellina di 8. Questa la confessione dell'uomo al termine del lungo interrogatorio. I bambini sarebbero stati colpiti - ha detto - a pugni e calci ma non, come trapelato, con la mazza di una scopa. Avrebbe, invece, rotto la scopa per rabbia ma non la avrebbe usata contro i bambini. "Avevamo fatto sacrifici per comprarlo", ha aggiunto Tony Badre riferendosi al letto nuovo per tentare di giustificare il suo gesto.
Intanto, continua il lavoro degli investigatori per cercare di definire tutti gli aspetti della vicenda, a cominciare dal ruolo avuto dalla madre dei bambini e compagna dell'uomo mentre preziosa è stata la testimonianza della sorellina del piccolo ucciso. Cosa sapeva o aveva visto la donna che si era trasferita dalla penisola sorrentina per rifarsi una vita con il nuovo compagno, l'uomo che ha ucciso suo figlio. Intanto "il quadro clinico della bambina è in netto miglioramento, è ricoverata in attesa che si sgonfi l'edema sul volto". Lo riferisce Nicola Mansi, primario di otorinolaringoiatria, che ieri ha operato la piccola. 
"L'operazione - ha spiegato Mansi - si è resa necessaria per un taglio lacerocontuso al padiglione auricolare destro. La piccola non correva il rischio di perdere l'udito ma era necessario ricostruire la parte ferita. Il taglio non era però da lama, ma era stato provocato dalle percosse". La piccola, riferisce Mansi, "è tenuta in un'atmosfera protetta, con una psicologa che la segue e un'assistente sociale, oltre ad un'infermiera dedicata per ricostruire intorno a lei un clima di quiete. Si è ripresa: ieri dopo prima dell'intervento ha dovuto digiunare sei ore e al termine aveva fame, ha chiesto gnocchi al pomodoro e cotoletta".
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29-01-2019 11:45:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA