VENERDÌ 10 APRILE 2020
CORONAVIRUS

Boscoreale ai tempi del Coronavirus. Autodenuncia del positivo dopo il tampone

La notizia anticipata in mattinata da Il Corrierino ha fatto il giro della città

di Alina Cescofra
Boscoreale ai tempi del Coronavirus. Autodenuncia del positivo dopo il tampone

“Grazie ad un’autodenuncia da parte di un operatore sanitario che ha comunicato al proprio medico curante la positività al tampone per il Coronavirus effettuato dall’azienda sanitaria competente, siamo stati informati del primo caso di positività a Boscoreale. Il Sindaco ha quindi emanato ordinanza di quarantena al soggetto e a tutta la sua famiglia”. Inoltre, il primo cittadino ha comunicato la chiusura di tutti gli uffici comunali fino al prossimo 3 aprile.

E’ il giorno più triste per Boscoreale durante tutta l’emergenza Coronavirus. La notizia diramata in mattinata da Il Corrierino, dopo accurate verifiche, è stata confermata in serata dai canali ufficiali del Comune. 

Restano, invece, 5 i casi sospetti che attendono il risultato del tampone. Non è colpa del sindaco o della sua amministrazione per i tempi, ma il primo cittadino con la massima trasparenza sta effettuando le comunicazioni. I soggetti in quarantena fiduciaria perché provenienti dal Nord Italia scendono a 44. Restano 5 quelli a contatto con casi di positività accertata al Coronavirus. Ben 23 quelli a contatto con sospetti positivi e 50 in quarantena obbligatoria per aver violato le disposizioni dell’Ordinanza del Governatore De Luca.

Intanto, è ritornato l'inverno in città. Cielo grigio, aria fredda. Anche a Boscoreale le temperature sono calate. La notizia del primo caso di positività al Coronavirus ha influito sul morale delle persone. Eppure gli animi dei cittadini sono caldi, sembrano pronti alle polemiche. Già alle 8:30 del mattino all'entrata dell'Ufficio Postale c'è una fila lunga e disordinata. C'è chi prova a fare il furbo, sostenendo di dover chiedere un'informazione. Ma questa volta la motivazione e l'età avanzata non sono scusanti. Bisogna rispettare il proprio turno, bisogna rispettare gli altri. L'accesso è consentito a tre persone per volta. Il tempo di attesa è interminabile. All’esterno, al freddo. In altre occasioni l'attesa sarebbe trascorsa tra una chiacchierata e l'altra, ora si è distanti. Si parla da lontano, anzi ci si osserva da lontano. Per non perdere il posto. Fortunatamente c'è ancora chi ha voglia di sdrammatizzare, come un anziano signore, peraltro con difficoltà motorie, che recita Eduardo De Filippo e la sua "adda passà 'a nuttat", nella Napoli Milionaria di un dopoguerra che stava per ricominciare in una città in ginocchio. Ascoltare il monologo finale di Eduardo sarebbe quanto mai attuale in questa situazione di crisi anche economica. Il commediografo e attore ricordava appunto il valore della famiglia e come essa, in tempi di guerra, può essere messa a dura prova.

A proposito di dura prova. Anche oggi i Carabinieri del Comandante Massimo Serra hanno pattugliato la città fin dalle prime ore del mattino. In giro anche tante auto di sorveglianza privata. I vigili urbani guidati dal comandante Carmine Bucciero sono rimasti nella zona di Piazza Pace. Proprio nella zona del Comune oggi c’è stata la donazione di sangue con gli uomini dell’Avis. Le prime 25 sacche raccolte sono state destinate all’ospedale Cardarelli, il resto andavano al Monaldi. Tra i donatori anche il sindaco Antonio Diplomatico, il comandante della polizia municipale Carmine Bucciero, l’assessore Ida Trito. Tra i donatori  anche il consigliere Gaetano Campanile che non avrebbe gradito l’attesa perché impegnato professionalmente, ma i sanitari hanno ricevuto in ritardo la lista delle prenotazioni effettuate telefonicamente al numero fornito dal Comune. L’importante è stato, però, donare.

Le file all’esterno dei negozi sono diventate immagini consuete, ripetitive. Sembra di assistere sempre alla stessa scena di un film. Magari il freddo e la triste notizia di un caso positivo sono segnali per quelle persone che ancora si ostinano ad uscire inutilmente di casa solo per acquistare poche cose. Nonostante ciò i commercianti che hanno dato la loro disponibilità per la consegna a domicilio della spesa, lavorano incessantemente. “Consegniamo la spesa anche oltre l’orario di lavoro. Abbiamo preso un impegno e questo non ci pesa” raccontano Salvatore Balzano e la moglie Veronica Sorrentino, titolari del MiniMarket in via Vittorio Emanuele. I due commercianti condividono con Il Corrierino la loro esperienza in questo periodo di emergenza. “Il lavoro è aumentato perchè dovendo servire la clientela che viene al negozio e quella telefonica bisogna organizzarsi. Fortunatamente c’è comprensione da parte delle persone, così pur senza comunicare un orario preciso per la consegna a casa, ci aspettano”. 

 

25-03-2020 19:39:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA